L’ulivo in Sardegna, criticità e sinergie

Venerdì 24 gennaio alla Camera di Commercio di Sassari convegno promosso dalla Confraternita dell’ulivo. Esperti a confronto

Sassari. Un interessante momento di approfondimento attorno al mondo dell’ulivo e dell’olio si terrà in occasione del convegno “L’ulivo in Sardegna: criticità e sinergie” organizzato per venerdì prossimo 24 gennaio dalle 16,30 alle 19 nella sede della Camera di Commercio di Sassari in via Roma dalla neonata Confraternita dell’Ulivo della Sardegna del Nord Ovest. Saranno presentati gli scopi e il programma della Confraternita, che nasce da altre precedenti esperienze volte alla valorizzazione dei saperi gastronomici tradizionali locali.

La Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’umanità, non solo per il suo valore storico, ma soprattutto per i documentati benefici sulla salute da essa apportati, e l’olio di oliva e le olive sono sua componente fondamentale. L’olivicoltura ha nella nostra regione una storia millenaria e i suoi prodotti sono eccellenze riconosciute. A fronte di questo spesso vengono consumati sulle nostre mense prodotti di altra derivazione e qualità e ciò sicuramente non dipende solo dalla forbice negativa tra produzione e consumo esistente nella nostra isola, ma forse ancora in buona parte da una carente conoscenza e cultura da parte dei consumatori e non solo. Durante il convegno si potrà iniziare un ragionamento, insieme al mondo dei produttori e dei tecnici, che possa portare a meglio identificare i problemi, già per grande parte noti, per poi poter immaginare insieme ai vari attori le proposte utili per la loro soluzione, nella piena consapevolezza che l’unione e il confronto fra saperi, visioni ed entità diverse, nel rispetto ognuna della propria missione, è la via più facile per il cammino verso la meta.

Il sodalizio, come spiega il presidente Alessandro Arru, nasce con l’intento collaborativo e di interessarsi degli aspetti culturali, in senso ampio, connessi con la cultura dell’ulivo e dei prodotti da esso derivanti. Lungi dall’immaginare alcuna forma di competizione o in sostituzione di altre realtà, ma integrativa in modo partecipativo con quanti si interessano e occupano, anche in maniera professionale, di tale cultura. Gli interessi spaziano dagli aspetti paesaggistici e architettonici alla storia e all’arte collegate all’ulivo e ai suoi prodotti, dall’uso nella medicina tradizionale agli aspetti farmacologici e medici, dalla promozione dell’uso di olio EVO all’abbinamento di quello con le giuste caratteristiche per le pietanze, in sintesi con tutto ciò che può promuovere ed incentivare la conoscenza della coltura e cultura dell’ulivo in tutti i suoi aspetti.

Già da questa prima azione la Confraternita dell’Ulivo invita e condivide con le associazioni di categoria, le amministrazioni, Coldiretti, Città dell’Olio, la Camera di Commercio e tutti i maggiori attori, senza tralasciare un occhio di riguardo per i consumatori e la cittadinanza tutta, compresa l’Università, scuole e istituti di formazione, a pensare una strategia attenta a determinare l’ulivo e l’olio quali asset di sviluppo territoriale.

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