A Lo Quarter del Llibre tra sardo e italiano
Sabato sera la presentazione della traduzione del Don Chisciotte. Applaudita la perfomance di Gavino Murgia e Elio Turno Arthemalle. Oggi la chiusura della kermesse algherese
Alghero. Dalla traduzione in sardo di Cervantes alla perfomance di Gavino Murgia e Elio Turno Arthemalle, passando per la Barcellona del 1300 e la rievocazione della storia affascinante di una diva del muto nella Belle epoque. Ricco e variegato il programma che ha caratterizzato la seconda giornata, ieri, a Lo Quarter di Alghero, nell’ambito del progetto culturale denominato Lo Quarter del Llibre.
A dare il la, in apertura di serata, hanno pensato Pepe Corongiu e il catalano Joan Elies Adell che hanno dialogato a lungo con Gianni Muroni, curatore, per le edizioni Condaghes, della traduzione in sardo del Don Chisciotte di Cervantes. «Un’operazione importante – ha spiegato Muroni, stimolato dalle domande di Corongiu e Adell – per dimostrare che in sardo si possono tradurre anche opere di spessore non solo testi semplici perché la lingua sarda possiede tutti i registri, anche quelli alti e ben si adatta a diversi contesti». Come accade nelle operazioni di traduzione, le difficoltà più ricorrenti sono quelle relative alla resa di termini particolari, frasi idiomatiche che rischiano di perdere senso «ma questi – ha concluso Gianni Muroni – sono i problemi classici di ogni lavoro di traduzione».

Sempre in Spagna, con la seconda presentazione: “Il mercante di Stoffe” (Sperling & Kupfer) di Coia Valls, presente all’incontro, che ha dialogato con Joan Elies Adell e Roberto Lai. Un romanzo storico, ambientato nella Barcellona del 1300, da cui emergono le vicende legate all’affermazione di una città mercantile che ricalca il modello di formazione e sviluppo dei centri affacciati nel Mediterraneo. Una città così nuova e attiva non può non offrire innumerevoli occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande dinastia. «Quando un romanzo contiene gli elementi fondamentali della verità storica – ha concluso Roberto Lai – offre un valido contributo alla ricostruzione storica».
Dalla Spagna del 1300 all’Italia della Belle epoque con la storia di “Rina de Liguoro, l’ultima diva del cinema muto”. La vicenda dell’attrice, al secolo Elena Caterina Catardi, originaria di Alghero, è stata raccontata per immagini in un lavoro realizzato dalle edizioni Taphros. A ripercorrere le sue vicende, l’editore Dario Maiore e Emiliano Di Nolfo attraverso un collage di spezzoni filmati che compongono una sorta di storytelling multimediale. La De Liguoro fu attrice cinematografica del muto, protagonista di film per l’epoca piuttosto famosi come “Messalina” e “Casanova”. Scritturata perfino da Cecile B. Demille, in America, uno dei padri fondatori della Metro Goldwin Mayer. Ma al suo rientro in Italia, dopo la prolifica esperienza statunitense, il mondo è cambiato, il muto sta per cedere il testimone al sonoro e Rina de Liguoro fa appena in tempo a essere scritturata da Luchino Visconti che la vuole sul set del Gattopardo, trasposizione cinematografica del capolavoro di Tomasi di Lampedusa, per interpretare la principessa di Presicce. Una bella storia, arricchita dalla testimonianza di un lontano parente dell’attrice intervenuto alla presentazione.
Chiusura in bellezza con la straordinaria perfomance del jazzista nuorese Gavino Murgia e dell’attore cagliaritano Elio Turno Arthemalle, che hanno proposto il reading-concerto “Tributo ai visionari sardi”. Visionari è termine impiegato per indicare scrittori, intellettuali e pensatori che hanno anticipato temi, inquietudini e contraddizioni che sarebbero stati al centro del dibattito politico e culturale dei decenni successivi, testimoni di uno sguardo e di una progettualità rivolta al futuro, protagonisti e anticipatori della modernità e della storia. Murgia e Arthemalle hanno rievocato quel periodo ricco di fermenti traducendo in musica brani tratti dalle opere di Sergio Atzeni e Grazia Deledda, Antonio Gramsci e Francesco Masala, durante una chiusura di serata all’insegna della cultura sarda più autentica che non ha mancato di appassionare il numeroso pubblico presente a Lo Quarter e di strappare applausi sentiti. Buona affluenza anche negli atelier che si affacciano nella corte centrale della bella struttura algherese dove si trova l’esposizione di una selezione del catalogo collettivo dell’editoria sarda, nonché alla mostra “Celesti notturni. Antichità in luce” allestita nella sala espositiva interna.
Stasera, la chiusura della manifestazione con il seguente programma:
alle 19.30 -“Sardegna in viagiu. Vocabolario a figuras”, Papiros
Intervengono il curatore-editore Diego Corraine, Joan-Elies Adell e Stefano Campus
alle 20.15 – “Forse non tutti sanno che in Sardegna”, Newton Compton
Intervengono l’autore Gianmichele Lisai e Tonino Budruni
alle 21 – “Le banditesse”, Edizioni Il Maestrale
Intervengono l’autore Franco Fresi e Gabriella Esposito
alle 21.45 – “Nuddadifà”, Arkadia Editore
Intervengono l’autore Nello Rubattu e Elias Vacca
A chiudere, alle 22.30, “Sos mortos de Alos”, proiezione del film di Daniele Atzeni ispirato a Il Dio petrolio di Francesco Masala, modera Emiliano Di Nolfo








