Il centrodestra attacca: «Sassari è ostaggio del Pd»

Conferenza stampa di Manuel Alivesi, Giancarlo Carta, Rosanna Arru e Antonello Sassu. «La città è tenuta in scacco. Le regole democratiche devono essere ripristinate»

 

CentrodestraCrisiSannaPdSassari. Una città tenuta in scacco da beghe del Pd. Il centrodestra a Palazzo Ducale accusa il partito di maggioranza relativa e rilancia: fino a che punto si spingerà il contrasto con il sindaco Nicola Sanna? Elezioni o non elezioni? Intanto non vengono applicate le regole della democrazia, perché è il Consiglio comunale l’organismo sovrano e non viene più convocato. Anzi, si “sconvoca” l’assemblea e si “sconvocano” anche le sedute di commissione. Lunedì si sarebbero dovute rinnovare le presidenze delle Commissioni permanenti, ma è stato tutto rinviato. La conferenza dei capigruppo si riunirà solo mercoledì per decidere il calendario dei lavori. Ma già lunedì sarà il Partito Democratico ad avere il cerino in mano. Dovrebbe essere un vertice con parlamentari, consiglieri regionali, segretari e tutto il vertice del Pd locale (o fors’anche regionale, che però è alle prese con la fase congressuale e da un anno è senza segretario dopo le dimissioni di Soru) a stabilire quale cammino seguire per dipanare il muro contro muro a Palazzo Ducale tra sindaco e consiglieri (tutti) comunali del partito. Si vota subito? O si attenderanno alcuni mesi e poi si farà ricorso alla nomina di un commissario? Sì, ma se Nicola Sanna non è d’accordo? Sarà sfiduciato in aula? I consiglieri si dimetteranno in massa e così l’amministrazione sarà sciolta? Troppe incognite, che bloccano intanto i lavori del Consiglio comunale. I rappresentanti di opposizione a Palazzo Ducale Manuel Alivesi (Forza Italia), Giancarlo Carta (gruppo misto di minoranza), Rosanna Arru e Antonello Sassu (Sassari Progetto Comune) spiegano la loro posizione. Da un lato si punta a consolidare il terzo polo, alternativo a centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Se Nicola Sanna cade, il centrodestra deve farsi trovare pronto per le elezioni. Ma, è stato ribadito con nettezza, qualsiasi decisione spetta ad altri, al Partito Democratico in particolare, anzi, alle diverse anime del Pd, “i Pd” è stato detto sottolineando le divisioni tutte interne al soggetto dem.

«Non siamo noi quelli che devono decidere come o se proseguire. Non possiamo rimanere inattivi di fronte a questo ribollire di fronte a queste situazioni. La città langue. C’è stato sia un deficit di competenza. Esempio chiaro sono le piste ciclabili, esempio clamoroso di una maggiorana che non ha condiviso niente e non ha ascoltato nessuno. Abbiamo adesso l’ennesimo appalto che non si chiude. Insomma, questa esperienza di governo dobbiamo considerarla chiusa», dice Rosanna Arru.

«Vediamo quello che succede adesso. Se il sindaco va avanti continueremo la nostra opposizione, che rimane molto critica. Faccio notare che spesso abbiamo votato contro pratiche dove i 5Stelle hanno votato a favore o si sono astenuti. Questa minoranza attuale è coesa e vuole sviluppare progetto politico alternativo alla sinistra e anche ai 5Stelle», aggiunge Giancarlo Carta. «I nomi verranno dopo. Io, come ho già detto in altre occasioni, sono per le primarie. In ogni caso, se Sanna cade noi siamo pronti. Ci stiamo incontrando con altre forze politiche e c’è una condivisione con tanti gruppi civici e politici che in questi anni si sono confrontati con noi». Il giudizio sulla Giunta Sanna è netto: «Siamo stati fin troppo pazienti. Questa amministrazione ha chiuso e deve andare a casa».

Le elezioni insomma il centrodestra non può non chiederle, è una sorta di dovere d’ufficio. «Dopo il fallimento di un progetto politico inesistente in questi giorni assistiamo a un grave ed altrettanto triste spettacolo di chi ha la responsabilità di quello che succede, ovvero il Pd che assiste indifferente alla spirale involutiva nella quale ha gettato la città. Dove sono finiti i senatori del partito, i grandi capi, quelli che stanno facendo consumare la triste vicenda? Il partito nazionale non si preoccupa del fatto che sta perdendo l’ultima città in Sardegna dove stanno governando e siamo preoccupati del saccheggio subito da parte della regione amica. Questo il retaggio che lasciano Nicola Sanna e il Pd», è l’accusa di Manuel Alivesi. «Abbiamo più volte dimostrato grandissimo senso di responsabilità. Ma il progetto di Nicola Sanna è fallimentare. Assistiamo a scenette di liste come Città Futura o Sassari Bella Dentro che prendono le distanze da un progetto che loro stesse condividevano. Rimane il fatto che la città è in completo stato di abbandono e gli elettori, che premiarono Sanna con 43 mila voti, sono completamente traditi».

«Se Nicola Sanna cade, il centrodestra è comunque pronto per le elezioni. Ma questa non è l’unica opzione. “I Pd” devono risolvere questa situazione. Questa città ha espresso ai massimi livelli della Regione, due sassaresi. E i vertici di quelle istituzioni piuttosto che sollecitare spaccature e ritirare assessori dovrebbero, con senso di responsabilità istituzionale, sedersi attorno a un tavolo e rimettere insieme i cocci di questa maggioranza», conclude Antonello Sassu. «Se questo gioco continua tra qualche settimana avremo non solo la provincia anche la città commissariata. Ci devono dire se siamo un luogo dove le regole della democrazia non ci sono più o se le regole democratiche valgono ancora ma se valgono devono fare di tutto perché seguano il loro corso. In tutto questo ragionamento le vittime vere sono i disoccupati, i poveri, i commercianti che chiudono nel centro storico, la città nel complesso». Con una provocazione: «Se poi vogliono controllare il sindaco “i Pd” pensino allora ad una task force, da affiancare nell’azione di governo». Infine, il suggerimento diretto a Nicola Sanna: «Chiedo al sindaco di venire in Consiglio comunale a chiedere chi sono i 18 (il quorum di maggioranza, ndr) che sostengono la sua azione e chi sono i 18 che lo vogliono mandare via».

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