La Dinamo con Jefferson è pronta per Venezia

Domani alle 19.30 al Palaserradimigni il match contro la capolista Reyer di Marco Spissu. Bucchi: «Sfida stimolante, per vincere servirà una grande partita»

Curiosità per l’arrivo del nuovo americano Jefferson, ma soprattutto voglia di vedere la Dinamo vincere. La sfida con Venezia per i tifosi biancoblù è ormai un must e in questa circostanza sono davvero tanti i motivi e gli spunti di interesse, i sopra citati ma anche il ritorno in città del figliol prodigo Marco Spissu, forse l’ultimo vero play visto in maglia biancoblù. Questa mattina nella club house societaria, coach Bucchi e il neo arrivato Brandon Jefferson hanno presentato la partita:

Piero Bucchi: «Una bella sfida, una squadra che ha dimostrato il suo valore, una squadra dall’alto potenziale, abbiamo bisogno di fare una partita di sostanza e grande continuità per cercare di vincere la partita. Jefferson? Ragazzo sveglio, inserimento celere, bello l’approccio con i compagni, non so quanti minuti abbia nelle gambe, impatto positivo sia tecnico che umano. Sono convinto sia un’ottima aggiunta e ringrazio la società per lo sforzo sul mercato. Come cambierà il nostro gioco? Ci saranno degli accorgimenti, lui è un giocatore navigato, conosce il basket europeo, penso riuscirà ad adattarsi, faremo qualche aggiustamento, le cose che facciamo sono già adatte a lui, al momento è sufficiente. Whittaker? Lo ringrazio è un bravo ragazzo e gli faccio l’ in bocca al lupo. Nella pallacanestro moderna c’è abbastanza fretta, noi abbiamo bisogno di ottimizzare i tempi, capita che un giocatore possa non trovarsi bene e non inserirsi al meglio, ci sono questo tipo di casi, non c’è da scandalizzarsi. L’equilibrio in campionato? Si è alzato il livello è un torneo, avvincente, difficile, tosto, ci sarà da lottare. Ci sono tante sfide, quella con Venezia è sempre molto stimolante, sono convinto che avremo l’approccio giusto, questa gara apre un ciclo di match importanti, impegni intensi e ravvicinati, dobbiamo farci trovare pronti».

Brandon Jefferson: «Sono felice di far parte di questa società che ha storia e tradizione in Italia, mi ha chiamato l’agente, ho parlato con Pasquini e con Alberani con cui ho lavorato a Strasburgo, sono pronto a calarmi da subito nel mio ruolo. Ho trovato ragazzi molto disponibili, lavorano duramente, ci tengono, non ho visto umori negativi, è un gruppo competitivo, c’è voglia di riscattarsi, vogliamo giocare per la città, per la maglia. In Cina c’è un basket molto differente, non c’era la famiglia, vivevo in hotel, ho amato quella lega, ma sono felice di tornare a giocare in Europa, magari un giorno ci tornerò, ma qui è un altro livello, molto competitivo. Parlando con Pasquini prima di arrivare, so che sicuramente c’è bisogno di leadership di dare un contributo a livello di esperienza all’interno del gruppo, dobbiamo guardare una partita alla volta e sabato con Venezia sarà durissima e cercheremo di fare il massimo. Conosco molti di loro, Wiltjer ha giocato con me in Cina, è importante che la prima partita sia in casa, ho fatto di tutto per esserci, partendo il giorno di Natale e riuscendo a debuttare proprio per questo match fondamentale. Che tipo di giocatore sono? Cercherò di portare esperienza, leadership, controllo del ritmo, coinvolgere i compagni ma anche prendermi responsabilità, se c’è un tiro importante da prendere non sono uno che si tira indietro».

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