Inaugurato l’anno accademico del Dottorato di ricerca dell’Università di Sassari
Ospite il professor Donald Sassoon, storico di fama mondiale. I corsi sono dieci, con 297 iscritti (43 stranieri) e 130 borse di studio
Sassari. È stato inaugurato venerdì mattina l’anno accademico del Dottorato di ricerca dell’Università di Sassari. Un evento, nell’aula magna del rettorato, che ha richiamato non solo i dottorandi ma anche esponenti delle istituzioni e del mondo produttivo locale. Dopo il saluto del rettore, professor Gavino Mariotti, ha preso la parola il direttore della Scuola di dottorato, il professor Eugenio Garribba.

Importanti i numeri emersì nel corso della mattina. I corsi di dottorato attivati nell’ateneo sassarese sono in totale dieci (nove con sede amministrativa e uno in forma associata con Cagliari), uno per ciascun dipartimento, con 297 iscritti (di cui 43 sono stranieri), in aumento del 28 per cento rispetto al ciclo precedente. Segno positivo anche per le borse di dottorato, che hanno segnato un +49 per cento, adesso 130 (contro 87 dell’anno precedente), di cui 85 finanziate con il Pnrr con otto cofinanziate da imprese private. L’investimento sul Fondo di funzionamento ordinario è di 8 milioni 450 mila euro, rispetto ai precedenti 5 milioni 655mila. Dalla Regione arriveranno quest’anno all’Università di Sassari 33 milioni di euro.
«Stiamo rafforzando la connessione tra ricerca e mondo produttivo. Non tutti hanno avuto la fortuna di accedere all’università con il dottorato, innanzitutto perché i budget sono limitati. Ma è un titolo importante e significativo, che noi stessi abbiamo interesse sia speso con efficacia nel mondo del lavoro – ha insistito il rettore Mariotti –. Quindi la preoccupazione dell’ateneo è di formare classe dirigente, ovviamente dal nostro punto di vista della ricerca e dello studio. Tra l’altro, tra dottorati e assegni di ricerca, questi secondi pochi a dire la verità, e posti di ricercatore di tipo A abbiamo bandito 99 posizioni. Quando abbiamo scritto il PNRR, con 200 milioni di euro, lo abbiamo fatto per coniugare i due mondi, con le imprese». L’Università di Sassari soffre di un problema che investe l’intera isola. «Restiamo poco attrattivi per i limiti nei trasporti. Non è semplice raggiungere il nostro ateneo. E ne risentono anche le docenze, con tanti concorsi purtroppo andati deserti».

Sono state inoltre consegnate le pergamene del 32°, 33° e 34° ciclo di dottorato da parte del rettore e dei coordinatori dei corsi. Alla cerimonia ha tenuto la lectio magistralis “La cultura ci unisce?” il professor Donald Sassoon, storico, scrittore e saggista britannico, professore emerito di Storia Europea Comparata alla Queen Mary University of London. Ha studiato a Parigi, Milano, Londra e negli Stati Uniti. Allievo dello storico Eric Hobsbawm, è stato ricercatore e professore invitato in diverse università e istituzioni. Collabora con importanti quotidiani nel mondo, tra cui Il Sole 24 Ore. Profondo conoscitore della realtà politica, culturale ed economica europea, è considerato uno dei maggiori storici contemporanei. Le sue opere sono tradotte in dodici lingue. Parla fluentemente il francese e l’italiano.
L.F.









