Inaugurato il 454° anno accademico dell’Università di Sassari
Quest’anno l’ospite d’onore era Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani. Il rettore Carpinelli: «Occorre che il contesto faccia sistema». Il bilancio in pareggio
Sassari. Giovedì mattina nell’Aula Magna del Rettorato in piazza Università è stato inaugurato il 454° anno accademico dell’Università di Sassari. Dopo la relazione del rettore Massimo Carpinelli, hanno preso la parola Franca Sanna, rappresentante del personale tecnico amministrativo in Senato accademico, e Marco Pilo, rappresentante degli studenti nel Consiglio di amministrazione. A seguire, è intervenuto l’ospite d’onore Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani, con una prolusione intitolata “Editoria e cultura nel mondo digitale”. A Gabriella Taras, premiata a Montecitorio da Laura Boldrini per la migliore tesi di laurea magistrale sul tema della contrasto alla violenza contro le donne, il rettore ha donato un sigillo speciale dell’Ateneo. Oltre alle autorità civili (con il sindaco Nicola Sanna e gli assessori regionali Donatella Spano e Francesco Morandi, oltre al prefetto ed ai vertici militari e delle forze dell’ordine) e religiose (con l’arcivescovo padre Paolo Atzei) e ai dirigenti dei principali istituti scolastici cittadini, erano presenti gli Accademici dei Lincei professor Ettore Fiorini (emerito dell’Università Milano Bicocca) e Adriano Prosperi (emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa). Hanno partecipato l’Associazione Coro dell’Università di Sassari diretta dal maestro Laura Lambroni e l’Associazione Goliardica Turritana. La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sul sito dell’Università di Sassari www.uniss.it e può essere rivista collegandosi al seguente link: http://www.uniss.it/uniss-comunica/eventi/inaugurazione-del-454deg-anno-accademico.

«È devastante l’effetto combinato di tagli e cosiddette ‘riforme’ a costo zero sulle università del Sud e delle Isole che hanno subito un’emorragia di ricercatori e di studenti tale da metterne in pericolo la stessa sopravvivenza. Negli ultimi anni le Università del Sud e delle Isole in Italia hanno perso circa 700 ricercatori, a tutto vantaggio degli Atenei del Nord. Mentre il quadro delle immatricolazioni vede uno spaventoso meno 14,5 per cento, pari a 10.000 ragazzi in meno, per le università meridionali negli ultimi 5 anni».
«In questo primo anno, abbiamo, posso dire, imparato a fare bene i conti. Abbiamo messo a punto un sistema di Controllo di Gestione che ci consente di conoscere al centesimo il contributo al bilancio d’Ateneo per ogni singola voce di gestione. Questo non solo ci ha consentito una lettura accurata delle cause della situazione economica d’Ateneo, ma, cosa più importante, ci mette in grado di programmare obbiettivi a lungo termine di concerto con i Dipartimenti, invece di navigare a vista», ha evidenziato il rettore Carpinelli. «Una gestione rigorosa: quest’anno riporteremo in pareggio il bilancio dell’Ateneo; in secondo luogo, una semplificazione e razionalizzazione dei regolamenti dell’efficienza e della trasparenza. Penso che quest’aria nuova che si respira oggi all’Università di Sassari sia stata recepita e apprezzata dagli studenti e dal territorio: e il segnale più importante che le nostre azioni di governo stiano puntando nella direzione giusta ci viene da un dato importantissimo e in controtendenza positiva rispetto a tutto il quadro nazionale: l’aumento delle immatricolazioni. I ragazzi e le loro famiglie hanno premiato un Ateneo rinnovato, più attrattivo, più efficiente. E che ha saputo comunicare meglio le proprie risorse». A questo risultato ha contribuito l’impegno nell’attività di orientamento, con iniziative dedicate premiate da uno straordinario interesse dei giovani e delle scuole superiori. Tra i punti su cui si è focalizzato l’impegno ci sono: la semplificazione e digitalizzazione dei servizi di segreteria, la revisione in corso dell’offerta didattica; ma anche le agevolazioni sulle tasse e sui servizi; l’incentivazione della mobilità studentesca internazionale in entrata e in uscita; la rinnovata attenzione e sensibilità ai disturbi dell’apprendimento; la migliore fruibilità delle Biblioteche e degli spazi
Occorre però che tutto il contesto faccia sistema con l’Università. «Per restare a una notizia di questi giorni – ha detto il rettore – chiediamoci quali sarebbero le conseguenze esiziali per l’Università, ma anche per il territorio, se davvero le compagnie low-cost abbandonassero l’aeroporto di Alghero. Bisogna chiedersi come mai». Ci sono alcuni importanti alleati. A cominciare dalla Regione Sardegna. È comune la consapevolezza «della necessità di trascendere interessi di parte per favorire un progetto comune tra i due Atenei sardi che ponga la cultura in generale e l’alta formazione in particolare come uno dei motori capaci di generare ricchezza e riscatto nella nostra isola». Poi la Fondazione Banco di Sardegna, che ha garantito nell’ultimo anno un milione di euro al finanziamento della ricerca di base e di studio. E il Comune di Sassari. «Con il sindaco Nicola Sanna il colloquio giornaliero permetterà di migliorare l’urbanistica di questa città. Stiamo lavorando per rinnovare le strutture dell’Ateneo. Grazie a un accordo importante tra noi, il Comune e l’Ersu, un nuovo campus sorgerà sui terreni dell’Università. In questo modo un cospicuo finanziamento non sarà dirottato altrove ma resterà nel nostro territorio». Quanto alla città di Sassari, «grazie al dialogo di questi mesi l’Ateneo si è fatto catalizzatore e motore di un vero e proprio rinnovamento urbanistico, con un nuovo Campus universitario. Bisogna che sia chiaro che l’Università non è una fastidiosa controparte da tenere a bada con carota e bastone, ma un interlocutore prezioso e un motore di ripresa economica». Un grazie infine a tutti i sassaresi «che hanno risposto con curiosità ed entusiasmo alle nostre iniziative, come la Laurea in Piazza o la Notte dei Ricercatori. Una delle priorità del mio governo è stata e sarà l’apertura alla città e al territorio, nel comune obbiettivo di un risveglio civile, culturale e imprenditoriale».







