Stamattina la camera ardente per Pietrino Soddu

È allestita nella Sala Sciuti del Palazzo della Provincia in piazza d’Italia. Guidò l’ente dal 1995 al 2000. Questo pomeriggio i funerali a Mater Ecclesiae

Pietrino Soddu

Sassari. Questa mattina la Sala Sciuti del palazzo della Città Metropolitana in piazza d’Italia resterà aperta per tutti coloro che vorranno salutare Pietrino Soddu, già presidente della Provincia di Sassari dal 1995 al 2000. Una camera ardente che precederà i funerali programmati per il pomeriggio alle 16 nella chiesa di Mater Ecclesiae.

Soddu, presidente della Regione per sette volte negli anni ’70, poi deputato dal 1983 al 1994, aveva 97 anni ed era originario di Benetutti, in provincia di Sassari. «È stato una colonna dell’autonomia sarda e una delle figure politiche e intellettuali più rappresentative dell’isola nel secondo dopoguerra», ha dichiarato ieri, non appena la notizia della scomparsa dell’anziano leader democristiano si è diffusa, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. «Protagonista assoluto della vita politica isolana, ha lavorato per modernizzare la Sardegna del dopoguerra ricoprendo incarichi centrali, come quello di assessore regionale della Rinascita, dell’Industria e delle Finanze. Prima ancora, è stato consigliere comunale e sindaco di Benetutti, suo paese natale, e in seguito consigliere provinciale. È stato soprattutto presidente della Regione, più volte tra il 1972 e il 1980, e successivamente deputato al Parlamento, dal 1983 al 1994».

«La sua grande esperienza politica e la lucidità del suo pensiero – ha detto ancora la presidente Todde – sono state per me di stimolo nelle occasioni di confronto in merito alla nostra autonomia incompiuta, al ruolo che deve avere la Sardegna e ai poteri e agli strumenti che dobbiamo utilizzare per emanciparci rispetto a quelli che restano in capo allo Stato, in un’ottica di collaborazione reciproca ma mai di arretramento rispetto alle prerogative che lo Statuto assegna alla Regione».

La presidente ha ricordato anche il pensiero del politico scomparso anche a proposito dell’insularità, «non da intendersi semplicemente come un limite, ma come peculiarità da far valere in Italia e in Europa».

Proprio in riferimento all’Europa «ho trovato moltissimi punti di contatto fra noi, nell’identificazione della Sardegna quale regione pienamente europea, portatrice di valori come l’inclusione, la solidarietà e l’identità, a dimostrazione di un pensiero sempre attuale che deve essere un faro per il nostro agire quotidiano. Ai suoi familiari – ha concluso la presidente della Regione – esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione regionale».

Pietrino Soddu e Giuseppe Mascia in un recente incontro

«Quando di recente sono andato a trovarlo nella sua casa, per un caffè e due chiacchiere fuori da ogni formalità e molto riservate, come era nella sua indole, ho avuto il privilegio di apprezzarne ancora la lucidità e la capacità di lettura del presente, e lo sguardo proiettato più al futuro, tra visioni modernissime e preoccupazioni assai fondate, che al passato, tra la vanità per quel che si è stati e i rimpianti per quel che non è stato», ha dichiarato il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana Giuseppe Mascia. «L’onorevole Pietrino Soddu – sette volte presidente della Regione, cinque legislature a Cagliari, undici anni in Parlamento, presidente della Provincia di Sassari – protagonista insieme ai Giovani Turchi di una delle più feconde, durature e solide stagioni di cambiamento che la Sardegna abbia mai vissuto, anche durante quel caffè di inizio agosto ha saputo essere critico e datare lontano nel tempo i mali che affliggono oggi la politica sarda e nazionale, a iniziare dal leaderismo, dalla perdita di riferimenti a valori e principi di rango universale, dall’autoreferenzialità. Una lezione e un invito a non trascurare quel percorso intrapreso allora con il sogno di riformare la Sardegna. Al di là della retorica, oggi ci lascia uno dei padri nobili dell’isola. Ci lascia un vero riformista. Ci lascia un testimone di una generazione e di un’epoca dalla quale dovremmo riprendere a trarre spunto. Ci lascia un intellettuale, un politico, uno studioso e un amministratore concreto, dritto, risoluto, netto. Come le sue idee. A nome mio personale, delle istituzioni di cui sono a capo e di tutta la comunità di Sassari e della Città Metropolitana, rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti, avendolo conosciuto e stimato o avendogli voluto bene, oggi ne piangono la scomparsa».

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