I beni della mafia in vendita

Proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Idv: parte da Olbia la raccolta delle firme

 

GiommariaUggias
Giommaria Uggias

Olbia. Sabato 15 marzo presso il mercatino settimanale di Olbia, l’Italia dei Valori della Provincia Olbia-Tempio ha iniziato la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare riguardante la vendita dei beni sequestrati alla mafia. La proposta di legge ha l’obiettivo di favorire la vendita dei beni confiscati, aziende comprese. In particolare l’Idv chiede che venga istituito un albo dei beni confiscati e che tali beni vengano venduti se entro tre mesi dalla loro confisca nessuno fra regioni, comuni o associazioni ne faccia richiesta di utilizzo.

Se infatti lo Stato vendesse questo enorme patrimonio, stimato in circa 80 miliardi di euro, sarebbe possibile diminuire le tasse, intervenire sul cuneo fiscale e riuscire anche a bonificare quei territori che sono colpiti dalle ecomafie. Senza contare che nel Fondo unico giustizia sono subito disponibili due miliardi di euro in contanti, titoli e azioni di Stato.

«Se il Governo avesse deciso di intervenire sui beni confiscati si sarebbe potuto evitare l’aumento dell’Iva e le nuove tasse sulla prima casa», ha spiegato il segretario regionale dell’Idv Giommaria Uggias, presente al banchetto: «Oggi se il Governo Renzi si occupasse della vendita di questo patrimonio frutto dell’illegalità potrebbe trovare agevolmente la copertura per il taglio del cuneo fiscale e per la riduzione dell’Irap.

«Chiederemo ai cittadini di darci una mano e di condividere la nostra proposta – ha aggiunto Uggias –. Una volta depositate le firme in Parlamento, faremo appello ai presidenti delle Camere affinché la calendarizzino: vigileremo sull’iter parlamentare e vedremo chi realmente sta dalla parte dello Stato».

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