Il gatto prigioniero, storia di San Sebastiano

Sabato e domenica la commedia di Cosimo Filigheddu sarà rappresentata al Teatro Civico dalla Compagnia Teatro Sassari. Il futuro del vecchio carcere

 

PresentazioneIlGattoPrigionieroSassari. È un gatto orbo di un occhio, memoria di cinquant’anni di storia dell’ex carcere sassarese di San Sebastiano. Insieme a una strana infermiera, veglia su un mondo di personaggi usciti dai sogni di un uomo condannato a vivere nella condizione della prigionia.

“Il gatto prigioniero”, la commedia scritta dal giornalista Cosimo Filigheddu, racconta la transizione della vecchia struttura di via Roma, da penitenziario in piena attività a edificio dismesso e destinato a ospitare una cittadella giudiziaria e museale e lo fa attraverso la storia del detenuto Martinez, personaggio di fantasia, arrestato a Sassari alla fine degli anni Sessanta per una rapina sfociata in omicidio.

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Cosimo Filigheddu

La commedia, per la regia di Marco Spiga, sarà rappresentata al Teatro Civico di Sassari dalla Compagnia Teatro Sassari sabato 4 alle ore 21 e domenica 5 ottobre alle 19. Lo spettacolo di sabato sarà preceduto da una breve tavola rotonda. Sul palco per discutere di urbanistica e utilizzo della struttura saliranno il sindaco Nicola Sanna, il magistrato sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria, l’architetto e urbanista Sandro Roggio, l’autore della commedia Cosimo Filigheddu e l’attore e presidente della Compagnia Teatro Sassari Mario Lubino che interpreterà uno dei personaggio principali della commedia.

Il doppio appuntamento con “Il gatto prigioniero” è stato presentato alla stampa nella sala conferenze di Palazzo Ducale. A fare gli onori di casa il sindaco Nicola Sanna e l’assessora alle Politiche culturali Monica Spanedda, mentre a presentare l’opera ci hanno pensato l’autore Cosimo Filigheddu e Mario Lubino.

CarcereSanSebastianoNell’opera la vicenda del detenuto Martinez, che varca ancora ragazzo le mura del carcere nel 1966, si incrocia con episodi reali, a cominciare dalla fuga rocambolesca di Graziano Mesina, che travolge lo stesso Martinez appena arrestato per omicidio. Sono evocati altri fatti reali, come l’arresto di Dario Fo nel 1973, che provocò una grande protesta guidata da Franca Rame, e l’esplosione di violenza avvenuta dentro il carcere di San Sebastiano nel 2000. La commedia di Filigheddu alterna vicende tragiche e comiche sino alla dismissione della struttura di via Roma, con il gatto e l’infermiera, reali solo per il detenuto Martinez e che non si muovono dal vecchio carcere, condannati a restare lì per non morire, genius loci di Sassari.

carcere«Il vero protagonista è alla fine il carcere, che ho cercato di antropomorfizzare. Il finale della commedia è la disperazione di Martinez che resta solo a Bancali», ha spiegato l’autore. «È un testo quasi tutto in sassarese, calato nella quotidianità. Adesso dobbiamo puntare a riappropriarci di quello spazio carcerario, tra l’altro un edificio che poteva andare distrutto e che invece deve continuare ad esistere con funzioni che sono un’eredità di quelle vecchie».

L’appuntamento del fine settimana, che si inserisce all’interno di un cartellone più ampio di commedie, “Autunno a teatro 2014”, comprende altre tre commedie, “La gana di lu cuzineri” (8 novembre), “Omaggio a Giovanni Enna” (19 dicembre) e “Il Natale degli ultimi” (20 dicembre), che saranno rappresentate tutte al Teatro Civico a Palazzo di Città.

L’opera è già andata in scena questa estate in altre strutture carcerarie dismesse: il 31 agosto nel carcere di Fornelli sull’isola dell’Asinara, quindi il 5 settembre nell’ex colonia penale di Tramariglio, nel parco di Porto Conte ad Alghero. Nell’attesa che possa essere rappresentata nel carcere, ormai vuoto, di San Sebastinao, a significare proprio questo passaggio da struttura di detenzione a edificio fruibile per la città, l’amministrazione comunale ha deciso di concedere gli spazi del Palazzo di Città.

Gli interpreti de “Il gatto prigioniero”: Mario Lubino, Teresa Soro (nel personaggio dell’infermiera), Alessandro Spiga, Alessandro Gazale, Alfredo Ruscitto, Michelangelo Ghisu, Pasquale Poddighe, Paolo Colorito, Alberto Lubino, Riccardo Piras, Federico Olia, Daniele Ara, Solferino Sodini. Scenotecnica a cura della Scenosist, luci e fonica di Marcello Cubeddu.

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