L’AI nella medicina legale
Sabato scorso l’VIII giornata sassarese di Medicina legale, organizzata dall’Ordine dei Medici provinciale

L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando rapidamente molti settori della medicina, inclusa quella legale, offrendo strumenti avanzati per l’analisi dei dati e la ricostruzione di eventi medico-legali. Grazie alla capacità di elaborare grandi quantità di informazioni costituisce un valido supporto per i medici legali nell’identificazione di cause di morte, nella valutazione di lesioni e nella determinazione della sequenza temporale degli eventi. Questo il tema dell’VIII giornata sassarese di Medicina legale, organizzata dall’Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Sassari e che si è svolta sabato scorso 16 maggio nella sala convegni dell’Hotel Grazia Deledda a Sassari.
Il corso, accreditato nell’ambito del programma di formazione continua in medicina (ECM) per la professione di Medico Chirurgo e di Odontoiatra, ha riconosciuto ai partecipanti sei crediti formativi. Numerosa la partecipazione degli studenti al quinto anno di Medicina.
Tra gli argomenti affrontati l’analisi automatizzata delle immagini, come radiografie, tomografie computerizzate e fotografie forensi, dispositivi che consentono di migliorare l’accuratezza delle diagnosi. Sistemi basati su algoritmi di machine learning possono confrontare rapidamente reperti biologici con grandi banche dati, accelerando l’identificazione di vittime o sospetti.
Una giornata di studio impegnativa che ha visto tra i relatori: Massimo Tistarelli, Pierantonio Muzzetto, Francesco Maria Avato, Paolo Piras, Vincenzo Marras, Valentina Piredda e Angela Seddaiu. Professionisti in ambito medico, informatico e legale. Il percorso formativo si è sviluppato in due sessioni, la prima moderata da Nicola Addis e Francesco Di Stefano e la seconda, al pomeriggio presentata da Francesco Maria Amato e dal presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri della provincia, Salvatore Lorenzoni. Dopo la pausa pranzo, il tema delle “Morti naturali e violente” è stato affrontato da Ernesto D’Aloja, Mirella Gherardi e Francesco Serra.
L’integrazione delle tecnologie sempre più avanzate solleva importanti questioni procedurali. È essenziale definire protocolli chiari su quando e come l’AI può essere utilizzata, garantendo che le decisioni finali, come prevede la legge, siano sottoposte alla supervisione di professionisti qualificati. Infatti, in caso di errore diagnostico o di interpretazione dei dati forniti dall’AI, la responsabilità che ricade sempre su chi firma i referti, rappresenta un tema delicato. Anche se, in caso di software non addestrato correttamente, e denunciato in sede di stesura del documento, la responsabilità medica potrebbe essere messa in discussione.

La trasparenza degli algoritmi è un altro aspetto fondamentale: sistemi non spiegabili o “black-box” possono compromettere la fiducia nei risultati e complicare eventuali contenziosi. Per questo motivo, la validazione clinica e la revisione periodica degli algoritmi sono requisiti imprescindibili. L’adozione dell’AI in medicina legale, ma anche in tutti i campi medici e non solo, richiede professionisti che sappiano interpretare correttamente i risultati e comprendere i limiti delle tecnologie. Solo un’integrazione equilibrata tra competenza umana e capacità computazionale può garantire procedure rapide, accurate e sicure, minimizzando rischi legali e garantendo giustizia.
Il congresso si è chiuso con l’illustrazione di alcuni casi di cronaca nera sassarese che hanno evidenziato l’importanza dell’occhio esperto di un medico legale nel fornire gli elementi indispensabili agli inquirenti nello stabilire le esatte cause di un decesso che consentono di smascherare e assicurare alla giustizia i responsabili.








