Franceschini: La Faradda è una festa di popolo che ha attraversato i secoli
Il ministro dei Beni Culturali era a Sassari per seguire la Discesa dei Candelieri. «Il riconoscimento dell’Unesco è una carta che negli altri paesi è un veicolo formidabile di crescita»
Sassari. L’ospite d’eccezione di quest’edizione della Faradda è stato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che in più occasioni ha ricordato di voler assistere alla festa della sua città. La nonna paterna, Angiolina Cavicchini Lay, era infatti sassarese. In più, è originaria di Usini la compagna del ministro, Michela Di Biase (le nozze a settembre a Roma).
Franceschini ha seguito una parte della Discesa dei Candelieri direttamente dal balcone di Palazzo di Città. All’arrivo del primo candeliere, quello dei Fabbri, era sceso in strada, per una foto ricordo con i gremianti, insieme al sindaco Nicola Sanna ed al sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu. «È una festa di popolo che ha attraversato i secoli e che testimonia l’identità di un territorio. Un evento vissuto, che non è una manifestazione per turisti. Piace ovviamente anche a loro, ma si vede che la Faradda è sentita soprattutto dalla città. Sono già venuto l’anno scorso, in mezzo al pubblico anche se ero già ministro.
Sono contento di tornarvi da ministro della Cultura e all’indomani dell’inserimento della Faradda nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità. Un riconoscimento importantissimo, che hanno avuto pochi nel mondo».
«È una carta che negli altri paesi è un veicolo formidabile di crescita. Noi siamo il paese che ha più siti riconosciuti dall’Unesco, circa 50. Eppure non abbiamo ancora messo a fuoco tutto ciò che può portare questo passaggio. Come accaduto a Ferrara che lo ha dal 1995, dopo avere ricevuto il riconoscimento non c’è la capacità di investire sull’importanza di questo titolo nel mondo. Bisogna fare di più», dice il ministro, mentre sotto al balcone del Palazzo di Città “balla” il candeliere dei Viandanti.

«Nel caso di Sassari c’è poi anche il discorso legato alla Rete delle Grandi Macchine a spalla. Una sinergia che ha funzionato e che può essere da esempio anche per altre situazioni». Il ministro Franceschini a luglio, con un decreto ad hoc, ha istituito un tavolo di coordinamento tra le istituzioni dei territori in cui si svolgono le feste delle grandi macchine a spalla: oltre a Sassari, ci sono Viterbo, Nola e Palmi.
«Qui non ci può essere solo il turismo per il mare stupendo. Ci sono anche altri eventi. Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare: allungare la stagione turistica, integrare le vacanze con tutto ciò che il territorio garantisce. Noi in tre giorni siamo stati a Bosa, dove c’è un centro storico meraviglioso, praticamente senza turismo, un peccato; poi a Berchidda, al festival jazz di Paolo Fresu; ed infine la Faradda. La cultura e il turismo non possono che essere il presente ed il futuro del Paese».
Luca Foddai





