Faradda, anche quest’anno il Voto sarà sciolto sul sagrato di Santa Maria

La chiesa, “casa dei candelieri”, resterà chiusa per il quarto anno. I lavori sono fermi. Il sindaco Mascia: «La Soprintendenza chiede uno studio e un calcolo strutturale»

Lo scioglimento del Voto all’Assunta nel 2025

Sassari. E Santa Maria resterà chiusa anche quest’anno? Il Voto all’Assunta sarà sciolto nuovamente sul sagrato della chiesa? La risposta è sì. Il cantiere per la messa in sicurezza della navata centrale e della facciata, avviato nel 2023, costringerà a rinnovare per la quarta volta il momento finale della Faradda all’esterno. Sul punto è tornato lunedì a Palazzo di Città il sindaco Giuseppe Mascia in occasione della presentazione del calendario degli eventi collaterali della Festha Manna sassarese.

Il sindaco Giuseppe Mascia

«La questione di Santa Maria di Betlem nasce nel 2019 (quando fu presentato il primo progetto di recupero edilizio dell’intero complesso architettonico, ndr) e siamo nel 2026 – ha esordito Mascia –. È oltremodo spiacevole dover dire che un intero mandato amministrativo e un’altra amministrazione sono ancora in quella condizioni, per un intervento di protezione. Naturalmente la richiesta di tutti è di riavere Santa Maria agibile per poter concludere la Faradda in modo pieno. Anche a noi piacerebbe avere Santa Maria di Betlem a disposizione per sciogliere il Voto lì. Ma non è possibile». I lavori sono fermi da tempo. Il motivo? «Questa amministrazione ha sempre lavorato per la ripresa e la conclusion dei lavori. Attualmente è arrivata la perizia relativa ai lavori svolti da parte della Soprintendenza, che ha però chiesto uno studio e un calcolo matematico per valutare dal punto di vista statico e strutturale alcuni elementi. E questo non può essere fatto da chiunque, perché sono poche le aziende in Italia che hanno questa competenza. Siamo riusciti a individuare un’azienda. Il calcolo costerà 120mila euro e lo studio 180mila. La Soprintendenza li chiede per valutare l’entità dello stato delle cose. E da qui discenderanno una serie di lavori. Per questi dovremo chiedere una provvista economico-finanziaria a Regione e Ministero. Va detto che con la Regione Sardegna siamo già in fase di dialogo e conto di poter annunciare di avere ottenuto il finanziamento. Ma chiederemo anche al Ministero e sappiamo che la Soprintendenza ha delle provviste che può mettere a disposizione per quanto le compete».

Rimanendo sul tema di finanziamenti ci sarebbe un altro elemento di confronto, che ancora non era stato dichiarato in modo chiaro. «Una parte dei finanziamenti era in capo alla Rete Metropolitana del Nord Ovest della Sardegna, che, come abbiamo annunciato nei mesi scorsi, a breve con un emendamento in Consiglio regionale diventerà Unione dei Comuni – ha continuato il primo cittadino sassarese –. Questo passaggio avverrà entro la metà di agosto. Ma fino a quando non sarà completato non possiamo utilizzare le risorse già stanziate. Ma non potremmo in ogni caso utilizzarle perché siamo attualmente sprovvisti di questo calcolo. Anche da un punto di vista contabile non sarà semplice gestire i fondi, perché formalmente si tratta di due interventi impossibile da unire e che quindi dovranno essere scorporati perché si tratta di due enti differenti. Fatto tutto questo si potrà procedere con i lavori».

La navata chiusa dai ponteggi

Il passaggio più complesso sembra quindi quello dello studio e del calcolo richiesti dalla Soprintendenza. «Ci daranno una misura quantificabile e aggredibile. E speriamo dia l’opportunità di dire che alla città che i lavori finiranno in una certa data, per esempio a dicembre 2027. Ma non siamo in grado di dirlo. La misura però che avevamo scelto con il nostro settore, ovvero il tipo di perizia che avevamo già definito e che viene accolta in quasi tutta Italia, non era stata accettato da due soprintendenti fa».

«Tengo a dire che la città deve sapere che non c’è nessuna mancanza da parte della nostra Amministrazione. Solo il calcolo ci costerà 120mila euro e ci darà l’opportunità di avere una misura precisa. Senza polemica, descrivo solo quanto accaduto», ha detto ancora Mascia. «Non siamo nelle condizioni di fare ipotesi sui tempi. Dico solo che abbiamo tutti sbagliato lavoro… Sappiamo che questo studio avrà dei tempi ma non è possibile determinarlo. Speriamo solo che non sia come l’Equazione di Schroedinger… Ma ripeto che la ditta che si occupa di questo tipo di analisi è stata appena reperita. Le aziende in Italia che riescono a questo calcolo sono molto poche. E spero non ci porti via troppo tempo. Ma deve essere chiaro alla città che noi stiamo facendo tutto ciò che ci viene richiesto. Non ho idea in cosa consista questo calcolo. Spero di avere notizie già quest’inverno. Ecco perché dico che chi può pregare preghi!».

Luca Foddai

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