Equità, risposte e il nostro diritto allo studio

Lo scorso 31 ottobre un gruppo di studenti del Dipartimento di Giurisprudenza è stato escluso dalle graduatorie definitive delle borse di studio

Equità, risposte e il nostro diritto allo studio. Questo è ciò che chiediamo a gran voce noi studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari dal 31 ottobre, giorno nel quale ci siamo visti esclusi dalle graduatorie definitive delle borse di studio Ersu, Ente regionale per il Diritto allo Studio, che, nelle graduatorie provvisorie, non ci aveva fatto presente alcuna anomalia riguardo i nostri requisiti di merito. Molti studenti, non risulta che raggiungano il requisito di merito previsto dall’ente e perciò vengono esclusi, ciò prevede quindi che non tutti quelli che lo meritano secondo il bando, potranno ricevere la borsa di Studio creando un evidente e spiacevole disagio.

Quindi, risulta che tale esclusione, sia stata determinata dal mancato riconoscimento di alcuni crediti formativi.

Parliamo in particolar modo dei crediti formativi liberi, obbligatori e propedeutici alla laurea per tutti gli studenti.

Tali crediti in base al regolamento didattico del corso, possono essere maturati con diverse modalità: tirocini, seminari di studio, conferenze, stage ecc.

I crediti derivanti da tali attività formative, vengono successivamente caricati nella pagina personale di ogni studente, all’interno della piattaforma Cineca/self studenti, alla quale l’ente ha accesso in modalità di sola lettura.

Nonostante i crediti fossero stati regolarmente caricati sulla nostra pagina personale, non sono stati conteggiati ai fini dell’attribuzione della borsa di studio.

Dopo un’attenta analisi sul bando per l’attribuzione delle borse di studio, risulta che i crediti non utilizzabili ai fini dell’attribuzione della borsa, siano esclusivamente quelli citati all’art. 3 terzo comma dello stesso bando, approvato con la D.D. 140/2019; tale comma, intitolato: Crediti formativi non riconosciuti ai fini della borsa, cita in maniera esaustiva e specifica, tutti i crediti esclusi ai fini dell’attribuzione del contributo economico a favore degli studenti.

I crediti non conteggiati dall’ente sono stati peraltro già riconosciuti dall’università, con l’inserimento degli stessi all’interno del fascicolo personale di ogni studente, così come riscontrabile dalla pagina personale di ognuno di noi, all’interno della piattaforma cineca/self studenti.

Ogni studente, si organizza nel modo che ritiene più opportuno, per maturare il totale dei CFU necessari al raggiungimento del criterio di merito, previsto dal bando di concorso, per l’ottenimento della borsa di studio; nel fare ciò, considera tutti i CFU che non sono espressamente esclusi dalle disposizioni del bando stesso.

In virtù di ciò, i rappresentanti degli studenti affiancati dal preziosissimo aiuto del Garante degli Studenti si sono mobilitati attivamente dal principio nei vari organi centrali dell’università, chiedendo anche appoggio al direttore dello stesso dipartimento e alla segreteria, che si sono dimostrati solidali rilasciando anche delle dichiarazioni in cui confermano che i 13 CFU conseguiti  imputati alle ulteriori attività formative, sono attinenti al piano di studio e quindi utili ai fini del conseguimento del titolo.

Tutta la questione viene inoltre portata dai rappresentanti a conoscenza del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione.

Grazie ai preziosi consigli del garante Massimo Pintus abbiamo avuto la possibilità formale di far presente la situazione all’ente, con un ricorso in autotutela al quale però non abbiamo ancora ricevuto risposta (non sono ancora scaduti i termini, mancano 21 giorni ma ci stiamo preoccupando e impegnando per risolvere il tutto dal 31 ottobre) ricorso che ci saremo risparmiati se solo l’anomalia ci fosse stata fatta presente in sede di graduatorie provvisorie.

In virtù di questo, chiediamo a gran voce che i nostri diritti vengano rispettati e che non vadano persi o dimenticati per meri fraintendimenti tra amministrazioni o mancata comunicazione. Ciò che ci teniamo a sottolineare ancora, è la nostra totale distanza dalla vicenda che è veramente lontana dalle nostre responsabilità.

Auspichiamo in una celere e positiva risposta da parte dell’ente che dovrebbe custodire e tutelare il diritto allo studio di ciascuno studente.

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