Dinamo, prenditi il Pianella
Stasera i sassaresi saranno di scena a Cantù per il posticipo della seconda giornata di campionato.

Mainagioia. Si potrebbe grossolanamente sintetizzare così la storia della Dinamo Banco di Sardegna al Pianella, lo storico palazzetto dello sport, tempio inespugnabile della grigia Cantù. Inespugnabile almeno per i biancoblu, che le hanno prese undici volte su undici. Un record, ma di quelli dei quali non c’è niente da vantarsi, una striscia che è arrivato il momento di interrompere. Non tanto perchè i due punti stasera siano fondamentali (siamo solo alla seconda giornata della regular season) quanto perchè a livello psicologico, espugnare finalmente il palasport lombardo, libererebbe la mente e scaccerebbe finalmente la scimmia dalla spalla, soprattutto in eventuali futuri incroci, con in palio punti ben più pesanti. Ciò che serve è la cosiddetta prova di forza, che solo le grandi squadre possono e sanno dare.
Anche le dichiarazioni della vigilia di Meo Sacchetti, sono state molto chiare, raramente il coach si è sbilanciato, questa volta lo ha fatto in maniera sibillina: < E’ ora di vincere a Cantù >, ha detto senza troppi giri di parole. Dal punto di vista tecnico, la sfida di questa sera (palla a due alle 20:30 e diretta su Sky) si preannuncia certamente tosta. Entrambe le squadre hanno cambiato molto rispetto allo scorso anno e dunque ci saranno molti nuovi attori protagonisti. La novità più grossa è che la Dinamo si presenterà con lo Scudetto cucito sul petto e già questo aspetto dovrà dare più sicurezza e personalità alla truppa biancoblu, armi fondamentali per non farsi condizionare dal caldissimo ambiente del “Pianella”. Gente come Logan, Petway, Alexander, Stipcevic e lo stesso Haynes, che di campi torridi ne hanno assaggiato a quintalate in giro per il Continente (vedi Turchia, Grecia, Israele, Serbia e via dicendo) non dovrebbero teoricamente soffrire il caloroso ambientino che li circonderà, ma certamente sarà necessario mettere in campo non solo tutto l’enorme potenziale tecnico e di talento che la Dinamo ha in dote, ma anche tutta l’esperienza e la furbizia del caso. La parola d’ordine è non far scaldare il pubblico, pensando esclusivamente a giocare, evitando esultanze particolari o qualsiasi altro piccolo gesto che possa far scatenare una scintilla sugli spalti, perchè far arrabbiare i tifosi significherebbe dare una grande spinta ai giocatori in campo, complicandosi decisamente la vita. Sulla carta, questa Dinamo è superiore a questa Cantù, resta “solo” da confermarlo sul campo. (Aldo Gallizzi)







