Dinamo, la sveglia suona troppo tardi
La Dolomiti Energia Trento passa 81-84 al PalaSerradimigni e tiene i sassaresi nei bassifondi della classifica. Tra i singoli bene Bibbins e Cappelletti
Per battere una squadra come Trento non si può giocare a sprazzi, ma per 40 minuti, se non lo fai, perdi. La capolista ha confermato di non essere in vetta per caso e grazie a una partita solida ha superato una Dinamo che si è svegliata troppo tardi, concedendo e subendo in maniera esagerata la fisicità e la compattezza degli ospiti per tre quarti di gara, per poi iniziare finalmente a mordere in difesa, rientrando sino al meno due con palla in mano nel finale, ma non riuscendo a completare la rimonta. La mancanza di continuità, soprattutto difensiva nell’arco della partita è ciò che sta caratterizzando in negativo il campionato dei biancoblù, capaci di sviluppare frangenti di pallacanestro efficace, che non possono però bastare per trovare equilibrio e le vittorie che servono per tirarsi fuori da una situazione di classifica, che dopo cinque turni, con una sola vittoria e quattro sconfitte, sta iniziando a pesare, anche dal punto di vista psicologico. Coach Markovic non ha dato l’impressione di essere riuscito finora a toccare le corde giuste per la svolta e gli up and down dei singoli e della squadra, che in certi frangenti va in confusione e da la chiara sensazione di non essere tranquilla, lo testimoniano.
Nel giorno in cui si è visto un Bibbins finalmente capace di prendersi la leadership, è mancato Fobbs, a tratti irritante. Male anche Tambone, per lui -2 di valutazione, costantemente battuto dal suo diretto avversario e parso sfiduciato. Bene Cappelletti, spesso utilizzato in coppia con Bibbins, mentre sotto i tabelloni, Halilovic e Renfro hanno sofferto oltremodo l’esplosività e la fisicità degli avversari. Tra le chiavi del match anche i rimbalzi offensivi, nettamente a vantaggio di Trento e l’incapacità dei singoli di vincere i rispettivi duelli con gli avversari.
Primo quarto. Una tripla di Sokolovski apre la contesa, poi Sassari sciupa due occasioni per l’allungo e viene punita da Ellis che impatta. Bendzius va dall’angolo per il +4 (9-5) ma ancora Ellis, battezzato da Bibbins, gli risponde da casa sua. Cale dall’arco porta avanti Trento per la prima volta dopo 7 minuti (11-13), Zukauskas sempre da tre punisce una palla persa della Dinamo e allunga (11-16). Sassari è imprecisa e confusionaria sia in attacco che in difesa e Markovic è costretto a chiamare un time out (13-20) dopo aver visto la sua squadra subire un parziale di 2-12. Sul parquet vanno Tambone, Cappelletti e Renfro, ma il primo attacco con il nuovo assetto si chiude con una stoppata subita proprio dal lungo appena entrato. Anche l’impatto di Tambone non è dei migliori, perchè un suo fallo costa 3 punti firmati da Ford. Sassari scivola a -10 e tocca a Fobbs interrompere l’emorragia, imitato da Cappelletti (19-23) che però poi sbaglia un canestro sanguinoso, pagato con la tripla in transizione di Zukauskas, a chiudere il primo quarto sul 19-26. Primi dieci minuti costellati da errori anche banali per la Dinamo, sulla falsariga di quanto già visto in precedenti occasioni, capitalizzati puntualmente dagli ospiti.
Secondo quarto. La Dolomiti Energia lo inizia con una poderosa schiacciata di Niang, a ricacciare dietro una Dinamo in netta difficoltà contro la fisicità e l’atletismo degli avversari e anche un pizzico demoralizzata e scoraggiata a giudicare dalle facce. La capolista è in controllo, i biancoblù cercano di superare il momento negativo e di rimanere attaccati al match con altri tre punti di Cappelletti, che tengono lo svantaggio sotto la doppia cifra. Intanto Markovic continua a cambiare quintetti alla disperata ricerca di equilibrio, ma Trento firma il massimo vantaggio grazie al sempreverde e forte Toto Forray (26-37) e con il rimbalzo d’attacco di Mawugbe trasformato in due punti. Pecchia lo ritocca ulteriormente e arriva il nuovo minuto di sospensione chiesto da Markovic sul 26-39, in una partita che sta lentamente ma inesorabilmente prendendo una direzione. La differenza di energia ma anche di idee e soluzioni, è impietosa per i sassaresi. L’allenatore biancoblù getta nella mischia Veronesi, sperando di trovare il jolly. L’attacco però è farraginoso, soffocato dalla fisica e aggressiva difesa ospite, che costringe a forzature e tiri ad alto coefficiente di difficoltà i giocatori biancoblù, mai capaci di vincere l’uno contro uno, che avrebbe potuto rappresentare una soluzione per rompere i giochi, nel momento in cui attraverso il sistema non si riesce a costruire niente o quasi. E il vantaggio ospite si dilata (30-44) a due minuti dall’intervallo). Poco prima del riposo però Sassari ha un sussulto e piazza un mini break di 8-2 che non la fa affondare tenendola in partita (38-46).
Terzo quarto. La Dinamo prova ad appoggiarsi dentro ad Halilovic, ma Trento chiude bene l’area con il totem Mawugbe che spazza via tutto e tutti. Il guizzo di Bendzius che capitalizza un 2+1 riavvicina a -5 il Banco (41-46), ma dura pochissimo perchè Lamb infila due bombe ravvicinate che spingono di nuovo in basso i sassaresi, bravi a trovare finalmente qualche soluzione offensiva ma sempre troppo morbidi in difesa. Sassari non può metterla sulla fisicità e allora ci prova con la tecnica e le capacità balistiche di Sokolovski, Bibbins e Bendzius ma la sostanza cambia poco se in difesa non si riesce a limitare Lamb e compagni. Il 47-60 firmato ancora dall’americano, pesa come un macigno sul morale dei padroni di casa. La palla rubata a un sonnacchioso Fobbs viene punita da una schiacciata (47-62) e dai primi fischi del fin troppo paziente pubblico del PalaSerradimigni. Come nel secondo periodo, Sassari ha di buono il fatto di non mollare completamente e di riaccendersi seppur a fiammate. Proprio con una di queste, trascinato da un Bibbins finalmente incisivo il Banco chiude il quarto con “soli” dieci punti di ritardo e qualche speranza di riprenderla.
Ultimo quarto. Finalmente si vede una difesa biancoblù all’altezza, Sassari tocca il -7, può limare ulueriormente ma concede tre rimbalzi d’attacco a Trento che capitalizza con una bomba di Ford. La schiacciata in transizione di Halilovic fa esplodere il Palas, Ford perde palla, Trento va in confusione (66-72), perde sicurezza e fa qualche errore di troppo. Gli ospiti tengono botta con le seconde opportunità generate dai rimbalzi offensivi che continua a tirare giù, ma Bendzius a 4 minuti dalla sirena porta Sassari a -4 (70-74), fallendo poi la tripla del -1. A 3.23 dalla fine, con i suoi sotto di 5 punti, coach Markovic vuole parlarci su. Una gran giocata sotto le plance di Renfro fattura 2 punti e il -3, riportato a -5 dalla linea della carità dal top scorer Lamb. Bibbins si inventa la bomba del -2 a 2.20 dalla sirena, Pecchia dall’altra parte non prende neanche il ferro. Il finale è per deboli di cuore. Sassari sbaglia un attacco, fallendo il pareggio, Mawugbe schiaccia il +4 Dolomiti Energia (75-79) a 1.31 con nuovo time out per la squadra di casa. Bibbins è un furetto imprendibile e guadagna un viaggio in lunetta con percorso netto e -2. Cale segna in sospensione, Sokolovski sbaglia la tripla poi recupera palla e realizza il 79-81. Trento può andare sino alla fine, Sassari commette fallo mandando in lunetta Ford che non sbaglia. Con 15 secondi sul cronometro e 4 punti da recuperare, la salita per la Dinamo è ripida. Bibbins spedisce sul ferro la tripla della speranza, il rimbalzo è di Trento che taglia il traguardo avanti 81-84 e mantiene la vetta della classifica a punteggio pieno, lasciando alla Dinamo il penultimo posto.
Nenad Markovic: “Non abbiamo iniziato bene la partita, sono stati commessi troppi errori in difesa, siamo stati insicuri, Trento ci ha dominato come ritmo nel primo quarto. Troppo discontinui, ma nonostante tutto siamo riusciti a contenere il passivo all’intervallo. Nel secondo tempo li abbiamo inseguiti tanto e abbiamo pagato ogni singolo errore, credo che in uno contro uno abbiamo subito almeno 20 punti e così diventa difficile contro chiunque. Abbiamo lottato e messo energia, buono spirito ma era difficile rimettere in piedi la partita. Iniziamo a giocare quando siamo sotto nel punteggio? Si è anche la mia impressione, è bizzarro, abbiamo paura di giocare in difesa ma non commettiamp fallo, subiamo e mettiamo in partita anche giocatori che non sono tiratori naturali. Nel momento in cui andiamo sotto iniziamo a giocare, ma è tardi, dobbiamo capire e imparare a prevenire questo. Non dobbiamo arrivare a questo punto, perchè poi risalire richiede dispendio di energia e impegno”.
Justin Bibbins: “Abbiamo giocato sprazzi di buon basket, significa che è da ciò cui dobbiamo ripartire per trovare solidità. sappiamo che è un campionato difficile, l’unica cosa che possiamo fare è lavorare giorno dopo giorno e provare a risolvere la situazione. Credo che ci sia tutto il tempo, la stagione è lunga, siamo professionisti, conosciamo il basket, dobbiamo chiuderci in palestra e lavorare per migliorare, dobbiamo trovare la quadra per vincere, abbiamo pagato tantissimo ogni errore fatto. Sappiamo che la stagione non è fatta di 5 partite, siamo solo all’inizio, ora non sentiamo il senso di emergenza, ma sappiamo che dobbiamo lavorare ed è ciò che ci diciamo dopo ogni partita e ogni allenamento”
Dinamo Banco di Sardegna – Dolomiti Energia Trento 81-84
Progressione punteggio quarti: 19-26 / 38-46 / 59-69 /
Dinamo: Cappelletti 14, Bibbins 20, Trucchetti, Halilovic 10, Fobbs 6, Veronesi, Tambone 2, Udom, Bendzius 14, Vincini, Sokolowski 9, Renfro 6. Coach Nenad Markovic
Trento: Ellis 8, Cale 11, Ford 15, Pecchia 6, Niang 5, Forray 5, Mawugbe 7, Lamb 18, Bayehe 3, Zukauskas 6. Coach Paolo Galbiati
Arbitri: Lo Guzzo, Galasso, Lucotti
Aldo Gallizzi








