Dinamo, figuraccia turca

I sassaresi senza grinta e idee, si fanno travolgere dall’Efes e danno virtualmente e meritatamente addio all’Eurolega

 

 

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Meo Sacchetti

Ventitre punti di scarto per un 85-62 che è fedele tornaconto di quanto visto in campo. Con la batosta subita a Istanbul, la Dinamo Banco di Sardegna da virtualmente addio alle sue speranze di raggiungere da matricola della manifestazione, le top 16 di Eurolega. I ragazzi di Sacchetti non sono mai stati in partita e già dopo una manciata di minuti erano sotto di dieci punti. Durante l’arco della gara non hanno mai dato l’impressione di poter far veramente male agli avversari, sbagliando tanti tiri aperti e altrettanti passaggi. Ancora una volta sono emersi e sempre più prepotentemente, i limiti di una squadra che se non riesce a correre e a segnare in contropiede non sa letteralmente che pesci prendere e nello scout la voce assist assolutamente deficitaria da una chiave di lettura abbastanza chiara riguardo al tipo di problemi tattici che stanno emergendo. Confusione e disorganizzazione saltano agli occhi anche dei meno esperti. Lo ribadiamo, guardare al passato non porta a niente ma la considerazione è sempre la stessa: il vero uomo guida era Travis Diener, allenatore in campo che leggeva le situazioni di gioco, non era egoista e riusciva con le sue giocate illuminanti a coinvolgere a turno tutti i compagni consentendo loro di prendersi sempre buoni tiri e mascherando così le lacune tattiche nell’attacco a difesa schierata che la squadra ha anche quest’anno. Ora manca un giocatore in grado di leggere e organizzare gli attacchi e questo genera la confusione che si sta vedendo, specialmente in Europa. Questi sono i limiti della Dinamo, sono limiti tattici e probabilmente anche un po caratteriali. Gettare la croce addosso a Dyson però è sbagliato, quando è stato preso si sapeva il tipo di giocatore che era, il suo valore lo ha ampiamente dimostrato e se ora non riesce a farlo un po di colpa sarà certamente la sua, ma altrettanta di chi non riesce a metterlo nelle condizioni di esprimere le sue potenzialità e le sue qualità. Meo Sacchetti è un grandissimo gestore di uomini, forse il migliore in Italia ed è stato giustamente osannato per questo, ma non è uno dal quale aspettarsi soluzioni tattiche particolarmente complesse. E’ il suo credo cestistico ed è giusto che lo porti avanti, ma ieri nei momenti di maggiore difficoltà dei suoi, non è riuscito a dare nessun input vincente tangibile. Certo, bisognerebbe capire se sono i giocatori a non recepire i suoi messaggi o se i messaggi siano recepiti ma non stiano dando i frutti. Probabilmente la verità sta come sempre nel mezzo e ognuno ha le sue colpe e responsabilità. Morale della favola, le riflessioni e le analisi vanno fatte, mettere la testa sotto la sabbia non servirebbe a risolvere i problemi ma solo a nasconderli. Una scossa deve arrivare, perchè il punto non è essere eliminati dall’Euroleague, questo ci può tranquillamente stare perchè il livello è attualmente troppo alto per la Dinamo, semmai c’è da stare attenti a non entrare in un pericoloso vortice che alla lunga potrebbe influire negativamente anche in Campionato, dove attualmente certi limiti emergono molto meno perchè il livello è decisamente più abbordabile e avere giocatori di talento che fanno tutto da soli può in molti casi essere sufficiente. Nessun dramma comunque, nessuna catastrofe per carità, ma campanelli d’allarme che risuonano qua e la e che bisogna ascoltare, confrontandosi anche a muso duro se necessario, perchè è da questo genere di confronti che si riparte più forti di prima. Il presidente Stefano Sardara attraverso il suo profilo facebook ha espresso il suo malumore: < Oggi sono veramente arrabbiato (il termine era più colorito) >, ha detto. Conoscendolo c’è da giurare che, qualche shampoo sia stato fatto ed è giusto così.

Aldo Gallizzi

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