Dinamo, a Scafati devi dare risposte
Penultimo impegno stagionale dei sassaresi di scena sul campo campano dopo la disastrosa prestazione fornita al PalaSerradimigni con Varese
Ultimo impegno stagionale in trasferta per la Dinamo Banco di Sardegna, di scena domenica alle 18:15 sul parquet della Givova Scafati dell’ex Gerald Robinson. In attesa di salutare, si spera degnamente, i tifosi il prossimo 5 maggio in casa con Reggio Emilia la squadra di Nenad Markovic domenica in Campania dovrà dare risposte un po’ a tutti, in primis alla società dopo la sfuriata del presidente Sardara, a seguire agli sponsor al suo allenatore e ai tifosi. Vincere o perdere non è il punto, ma lo sarà scendere in campo con la testa e l’atteggiamento giusti. Teoricamente i play off sarebbero ancora possibili con due vittorie e una serie di risultati concomitanti favorevoli, ma si dovrebbero davvero verificare una serie di condizioni astrali favorevoli, ma decisamente improbabili.
“È stata sicuramente una settimana di lavoro interessante, più o meno normale, dopo la terribile partita con Varese sarà bello vedere se ci sarà una reazione da parte dei giocatori” – ha detto Markovic nella consueta conferenza stampa di presentazione della partita. “Le motivazioni dei giocatori? Sapevamo di avere chance di andare ai playoff anche dopo Pesaro e anche dopo Napoli ma abbiamo visto cosa è successo, onestamente non so descrivere quelle che sono le motivazioni di ognuno, domenica scorsa abbiamo guardato Varese giocare, sembrava che nessuno avesse obiettivi. Se abbiamo motivazioni bisogna dimostrarlo sul campo, se non arrivi mentalmente pronto a giocare la partita non vinci con nessuno. Se guardiamo le nostre partite con Bologna e Brescia e guardiamo la differenza di intensità con quelle di Pesaro e Varese, sembriamo un’altra squadra. SAe sono più deluso o arrabbiato? deluso o arrabbiato? Sono molto arrabbiato e molto deluso, ho parlato tanto con i giocatori, ma ora non è più il momento di parlare, non siamo bambini, siamo adulti e professionisti pagati per giocare, parliamo di avere una reazione di orgoglio ma è tardi adesso, due mesi orsono non immaginavamo di poter addirittura combattere per il 5° – 6° posto e invece abbiamo buttato tutto con le nostre mani”
“La nostra passività difensiva? Ci prepariamo sempre partendo dalla difesa, e quando prepari per una settimana la difesa su Varese e poi prendi 112 punti non sai cosa pensare. Mi ricordo le conferenze stampa passate, se una squadra non ha problemi non c’è bisogno di un cambio di coach. Guardando il calendario sapevamo che avremmo avuto delle partite terribili, eravamo un po’ preoccupati nel pensare a quello che sarebbe stato. Mi ricordo che dicevo, lavoriamo benissimo, sono tutti concentrati, motivati, affamati di dimostrare di essere meglio di quello che la classifica dice. I risultati sono stati chiari, abbiamo vinto quattro gare su cinque, battendo le prime tre, trovando ogni volta protagonisti diversi, posso dire che dopo queste partite abbiamo chiuso bottega. A Brindisi abbiamo vinto ma non abbiamo giocato la partita che volevamo. Dopo quel match ciò che è accaduto è un mistero per me, abbiamo mantenuto lo stesso approccio, lo stesso modo di allenare, di preparare le partite, di rivedere gli errori, mi faccio io per primo la domanda. Le basse percentuali al tiro da tre? I giocatori non possono avere confidenza e fiducia nel tiro se non difendono, se non combattono, se non sono concentrati. Vieni prima dell’allenamento, tiri duecento volte, ti alleni e costruisci la tua mentalità. Non punto il dito contro un giocatore in particolare, è una situazione generale che mi ha lasciato veramente deluso”
“Bendzius? Ci sono diverse ragioni per cui Bendji non giocherà neanche un minuto nelle prossime due gare, pensiamo sia la decisione giusta per noi e per lui, si allena con la squadra e sarà pronto per la prossima stagione”
La conferenza stampa è proseguita con l’intervento del giovane talento biancoblù Riccardo Pisano, impegnato contemporaneamente nel campionato di serie C. Ico Ribichesu lo ha video intervistato.
Aldo Gallizzi







