Dalla Garante per l’infanzia le richieste alla nuova Giunta regionale

Carla Puligheddu ha incontrato l'assessore della Sanità Armando Bartolazzi. Dall'inquadramento giuridico dei Plus ai costi delle strutture per minori e mamme

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu e l’assessore della Sanità Armando Bertolazzi

Cagliari. Questa mattina la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu, ha incontrato l’assessore regionale della Sanità e Politiche Sociali, Armando Bartolazzi. Tante le questioni portate all’attenzione dell’assessore che si è mostrato sensibile e disponibile ad affrontarle col massimo impegno.

Partendo da una richiesta di rilancio delle Politiche sociali quali: l’urgenza di un preciso inquadramento giuridico dei Plus e relative linee guida da riscrivere; passaggio di competenze dei servizi educativi 0-3 all’Assessorato dell’Istruzione rientrando in un quadro nazionale di sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 (art. 10 decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65); il problema dei costi delle strutture di accoglienza di minori e mamme con minori che necessitano, non solo di spazi di protezione ma soprattutto di cure e supporti psicoterapici.

Quindi le sfide socio sanitarie che vedono coinvolti i minori affetti da diabete di tipo 1 il cui esordio in Sardegna registra il record mondiale in età evolutiva, con richiesta della Garante di istituire un tavolo tecnico finalizzato a siglare un nuovo protocollo tra Regione, Ufficio Scolastico, Garante, associazioni, comunità scientifica della diabetologia pediatrica e ordine degli psicologi da render operativo attraverso la realizzazione del Progetto Scuola/diabete – Percorso psicosociale di inclusione dell’alunno con diabete in ambito scolastico. Inoltre, in ambito sanitario sono state illustrate le difficoltà di rendere funzionali le commissioni preposte dalle Asl alla certificazione della L. 104 in particolare relative ai disturbi dello spettro autistico (al momento bloccate), in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico a settembre. Stesso rilievo alle neuropsichiatrie pediatriche della Sardegna che operano in situazione di profondo stress dovendo farsi carico di problemi riguardanti l’adolescenza che oltre l’ambito prettamente sanitario richiedono cure, supporto e degenze prolungate per disagio comportamentale, autolesionismo, dipendenze, tentativi suicidari. Il tutto per l’assoluta mancanza di strutture di cura dedicate in tutto il territorio regionale.

E poi le pediatrie scoperte che incombono in numerosissimi territori dell’isola con le difficoltà dei bimbi e delle famiglie. Molta attenzione è stata rivolta alla Struttura Complessa della Pediatria di Sassari con le sue numerose criticità, a partire dall’esiguità di medici pediatri e dall’assenza della chirurgia pediatrica, un tempo eccellenza del sistema sanitario sassarese, che costringe i nostri bambini a trasferte in elicottero anche per una semplice appendicite. Senza dimenticare Alghero, dove il pronto soccorso pediatrico chiude alle 20 lasciando scoperto totalmente un servizio essenziale durante l’intera serata, notte e primo mattino, anche in considerazione della stagione estiva ormai iniziata. A ciò si aggiunge l’inaccettabile chiusura del punto nascita di Alghero. Un diritto negato ai bambini e alle bambine, di nascere nella propria città, avendo peraltro tutti i requisiti per farlo.

Un quadro estremamente pesante e tanto altro oggi, durante l’incontro che la Garante definisce molto proficuo, grazie alla capacità di ascolto dell’assessore Bartolazzi. «Auspico che l’assessore, avendo assunto l’impegno di dare la priorità che merita al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, che attende e che per ora è rimasto inascoltato, sappia incominciare con la risoluzione, almeno delle sfide più urgenti ma anche di quelle che bisogna intraprendere e che vedranno risoluzioni future».

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