Dal 17 al 20 settembre torna la Bastida di Sorres

Quattro giorni nel Medioevo tra battaglie, cavalieri e un territorio tutto da scoprire

Il rumore delle spade, i cavalieri che avanzano, gli accampamenti nel bosco, le danze, i falchi in volo e la vita quotidiana di un tempo lontano. Dal 17 al 20 settembre Borutta torna nel Medioevo con la XIV edizione della Bastida di Sorres, la grande rievocazione storica che nello straordinario scenario di San Pietro di Sorres farà rivivere per quattro giornate uno degli episodi che hanno segnato la storia medievale del territorio: lo scontro tra i Doria e gli Aragonesi.

Quattordici edizioni significano soprattutto continuità. Dietro la Bastida c’è infatti il lavoro dell’Associazione Bastida di Sorres con l’amministrazione comunale, che anche quest’anno porta avanti con dedizione una manifestazione cresciuta nel tempo senza perdere il legame con la comunità che l’ha fatta nascere. Un impegno che trasforma la rievocazione in uno strumento di conoscenza e valorizzazione di Borutta e dell’intero territorio di Sorres, grazie al contributo della Camera di Commercio con il programma Salude&Trigu e al sostegno della Regione Sardegna .

Dal 17 settembre il paesaggio intorno alla Basilica cambierà volto. Figuranti e rievocatori ricostruiranno accampamenti e scene di vita quotidiana, mentre combattimenti, tornei di cavalieri, falconeria, danze e musiche medievali, antichi mestieri ed esperienze dedicate anche ai più piccoli accompagneranno il pubblico in un viaggio capace di superare la dimensione dello spettacolo e restituire atmosfere, gesti e suggestioni del Medioevo. Le attività già presentate nei circuiti di promozione territoriale comprendono proprio accampamenti, vita quotidiana, battaglie, falconeria, giocoleria, danze, musica, degustazioni ed esperienze naturalistiche nel territorio.

Una delle novità dell’edizione 2026 sarà però il programma di eventi e visite collaterali, pensato per invitare il pubblico a non limitarsi alla Bastida, ma a utilizzare le quattro giornate per scoprire il patrimonio storico, archeologico e naturalistico di Borutta.

Accanto alla rievocazione saranno infatti proposte esperienze che permetteranno di conoscere luoghi normalmente meno inseriti nei grandi flussi turistici, con visite alle Domus de Janas, itinerari naturalistici e occasioni per scoprire il paesaggio e le testimonianze archeologiche del territorio. Un modo per trasformare la partecipazione alla Bastida in una vera esperienza di viaggio nel Meilogu, dal Medioevo fino alle tracce delle civiltà che hanno abitato queste terre migliaia di anni prima.

Un ruolo centrale avrà naturalmente il complesso di San Pietro di Sorres, con il suo patrimonio storico e religioso, insieme alla Grotta Ulàri, altro luogo identitario di Borutta. Nelle attività territoriali legate alla Bastida è già stata valorizzata anche la straordinaria biodiversità della grotta e la presenza delle colonie di pipistrelli, inserendo così natura e ambiente nel racconto complessivo della destinazione.

La sfida dell’edizione 2026 è dunque quella di andare oltre la rievocazione: fare della Bastida la porta d’ingresso a Borutta. Arrivare per assistere alla battaglia e fermarsi per visitare una Domus de Janas; entrare nell’accampamento medievale e poi scoprire una grotta; assistere alla vestizione di un cavaliere e ritrovarsi davanti alle pietre millenarie di Sorres.

Una formula che mette insieme storia, archeologia, ambiente, spiritualità ed enogastronomia e che rafforza la capacità dell’evento di generare attenzione verso il territorio anche oltre i giorni della manifestazione.

Il programma dettagliato delle quattro giornate, insieme agli orari delle rievocazioni, delle visite, delle esperienze naturalistiche e archeologiche, sarà presentato nei prossimi giorni. L’appuntamento, intanto, è fissato: 17, 18, 19 e 20 settembre 2026, a San Pietro di Sorres, Borutta. Per quattro giorni il tempo tornerà indietro. E quest’anno, dalla Bastida, il viaggio nella storia potrà spingersi ancora più lontano.

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