Ge.Na., dal Comune di Sassari sì al concordato fiscale sulla Tari
La giunta ha approvato la delibera. «Così difendiamo un presidio socio-sanitario insostituibile e professionalità specializzate»

«Sì all’accordo per la riduzione del debito Tari accumulato dall’Opera Gesù Nazareno nei confronti del Comune di Sassari, così da contribuire al suo risanamento e al suo salvataggio». L’ha deciso la giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Mascia. La delibera illustrata dall’assessore al Bilancio, Finanze, Tributi, Programmazione, Innovazione tecnologica e Partecipate, Giuseppe Masala, prevede uno “sconto” di oltre il 90%.
Come è noto, la Ge.Na. è attualmente impegnata a superare una situazione di crisi. Con due obiettivi: garantire la continuità assistenziale e le prestazioni socio-sanitarie in favore di tutto il territorio; assicurare i livelli occupazionali senza che vadano disperse professionalità specializzate. A questo scopo, il management è impegnato in una procedura di concordato preventivo il cui esito positivo è legato anche alla sostanziale rinuncia fatta oggi dall’amministrazione comunale. Il credito vantato da Palazzo Ducale ammonta a circa 109 mila euro. L’11 agosto la Ge.Na. ha chiesto formalmente al Comune una transazione fiscale da considerarsi soddisfatta attraverso il pagamento del 10% del credito, per un importo di quasi 11 mila euro. Forte dei pareri tecnici e contabili, l’esecutivo ha quindi deciso di assumere un provvedimento che contribuisce a tenere in vita la Ge.Na.
«Quella posizione creditoria era stata già prudenzialmente oggetto di congrua svalutazione, con l’inserimento del 90% dell’importo nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, perciò la scelta odierna non comporta alcun disavanzo o alterazione negativa degli equilibri di bilancio», è la premessa da cui parte l’assessore Masala. «A queste condizioni, è evidente che per il nostro ente sia più conveniente la soluzione concordataria rispetto a una liquidazione giudiziale che non porterebbe alcuna apprezzabile soddisfazione», aggiunge. Ovviamente, a confortare la scelta di contribuire al salvataggio della Ge.Na. «ha contribuito anche il fatto che la Regione Sardegna ha adottato una delibera in tema di riabilitazione globale che integra il tetto di spesa per le prestazioni – spiega Masala – e apporta un incremento tariffario che dovrebbe consentire di superare le incertezze sui flussi economico-finanziari della struttura di via Valle Gardona».
Ma al di là degli aspetti squisitamente finanziari, «l’Opera di Gesù Nazareno costituisce da decenni un presidio socio-sanitario, terapeutico e assistenziale insostituibile per l’intera comunità sassarese e del Nord Sardegna nel trattamento di persone con disabilità psichica grave e gravissima», è la riflessione del sindaco Mascia. «Riteniamo di fondamentale rilevanza per l’amministrazione comunale sostenere concretamente il risanamento e il salvataggio della struttura – prosegue il primo cittadino – il fallimento o la liquidazione giudiziale comporterebbero la dispersione di professionalità specializzate, la perdita di posti di lavoro e il collasso di una rete di presa in carico socio-assistenziale per decine di utenti e famiglie in condizioni di elevata fragilità».
Come ribadisce anche l’assessora alle Politiche e ai Servizi di coesione sociale e alle Pari opportunità, Tania Decortes, «le determinazioni dell’amministrazione derivano dall’alta considerazione dell’impatto e del ruolo sociale della struttura, che offre un supporto concreto alle famiglie e garantisce servizi socio-sanitari, riabilitativi ed educativi a persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, rafforzando la rete dei servizi pubblici della sanità e delle politiche sociali a livello locale».





