Al Palasport di via Kennedy al via l’installazione delle capriate di copertura in acciaio

Sono 12 in tutto, e dopo essere assemblate a terra vengono posizionate in cima ai pilastri con due gru utilizzate abitualmente per lavori di montaggio eccezionale

Sassari. Il conto alla rovescia verso la realizzazione del palasport di via Kennedy è ufficialmente iniziato. A imprimere un’accelerazione al completamento dell’importante opera pubblica è l’avvio dei lavori per il posizionamento delle capriate di copertura in acciaio. Sono 12 in tutto, e dopo essere assemblate a terra vengono posizionate in cima ai pilastri con due gru utilizzate abitualmente per lavori di montaggio eccezionale. Le operazioni sono iniziate ieri e le prime due sono già state posizionate. Una volta finito, si procederà con il montaggio della tamponatura del lato sud del palazzetto.

Le operazioni in corso sono seguite passo dopo passo dalla direzione dei lavori, che verifica la corretta posa, mentre è presente in cantiere anche il collaudatore dell’opera per le verifiche strutturali di legge. L’ottima notizia segue di poco tempo quella giunta da Abbanoa: la perdita d’acqua che aveva causato un significativo rallentamento del cantiere è stata risolta. Individuato il problema, la società dei servizi idrici è intervenuta e ha riparato il danno.

La realizzazione delle strutture prefabbricate in cemento armato e delle carpenterie metalliche in acciaio è ormai ultimata. La loro realizzazione prefabbricata è una soluzione costruttiva presentata come offerta migliorativa dall’impresa Angius, aggiudicataria dell’appalto integrato di progettazione ed esecuzione. Apparentemente fermo sino a qualche giorno fa alla sola realizzazione dei pilastri in cemento armato, insomma, il cantiere è ora pronto per la posa in opera della copertura, delle pareti e dei gradoni, realizzati altrove e pronti per essere posizionati. L’auspicio è che l’opera possa essere completata entro dicembre, come previsto dalla proroga concessa in seguito al rinvenimento della grossa perdita alla condotta idrica cittadina.

Finanziato dal Pnrr, il progetto prevede la realizzazione di un palasport polifunzionale per dare una casa a pallavolo, pallamano e calcio a 5, ma anche e soprattutto per fare di Latte Dolce – tra piscine, palestra, Stadio dei Pini e impianto in costruzione – un polo cittadino per lo sport. Saranno realizzate due tribune per un totale di quasi 3 mila posti. L’opera è stata finanziata dal Pnrr con 3 milioni e mezzo di euro. Si sono poi aggiunti 700 mila euro dal Fondo per le opere indifferibili, mentre il Comune è intervenuto con tre tranche di cofinanziamento da 300, 500 e 137 mila euro.

L’intervento, pensato dall’amministrazione precedente e messo a bando nel dicembre 2022, ha conosciuto una serie di traversie burocratico-progettuali che ora impongono una corsa contro il tempo. Ma l’investimento consentirà a Palazzo Ducale di realizzare una struttura che «rappresenti un’opportunità per il quartiere, i giovani e il tessuto sociale di tutta la zona, che storicamente lamenta la mancanza di attenzioni da parte di chi si è avvicendato alla guida della città», come dice il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «Il palasport di via Kennedy è il segno dell’attenzione che vogliamo rivolgere a ogni parte della città, dal centro alle periferie sino alle borgate rurali e costiere», sottolinea Mascia. «Ogni quartiere e ogni pezzo di Sassari meritano di stare dentro un progetto complessivo e di assumere un ruolo e delle funzioni specifiche – conclude il sindaco – Latte Dolce può diventare un polo per lo sport, che peraltro non è un veicolo secondario di socialità e di formazione».

Come evidenzia l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Sanna, «stiamo lavorando alacremente per completare nei tempi l’opera e dare una nuova casa a numerose società sportive cittadine». L’impresa, nel vero senso della parola, è ora nelle mani della sassarese Angius Costruzioni, capofila della Rti che si è aggiudicata l’intervento da 5 milioni e 137mila euro. «Un simile investimento ci consentirà di realizzare le opere necessarie, per far sì che la struttura non solo non abbia un impatto negativo per i residenti, il traffico, i parcheggi o il verde, ma affinché rappresenti un’opportunità per il quartiere, i giovani e il tessuto sociale di tutta la zona – ribadisce l’assessore – oltre a rappresentare la soluzione alla mancanza di strutture sportive per manifestazioni nazionale e internazionali e per la quotidiana attività di moltissime discipline agonistiche».

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio