Covid-19, la Polizia locale di Sassari smentisce la Cisl-Fp
Nei giorni scorsi non è stato eseguito alcun tampone, ma un esame sierologico volontario, il cui referto è stato comunicato oggi. Nelle scorse ore è intervenuta l’Ats
Sassari. Ma davvero un agente della Polizia Locale di Sassari è risultato positivo al coronavirus? È stata questa la notizia che oggi all’ora di pranzo ha iniziato a girare sui social, sulle agenzie e sui primi giornali online che hanno ripreso il testo di una lettera della Cisl-Fp inviata a prefetto, sindaco, comandante della Polizia Locale, Ats, Assl e Nas. In realtà non c’era nessun caso di positività al Covid-19 (peraltro mai citato nella nota, nella quale si parla genericamente di positività e non si specifica a cosa). Nel pomeriggio il Comune ha diffuso una nota chiarificatrice, con la quale respinge al mittente anche l’accusa di avere detto all’agente di continuare a lavorare.
«Siamo venuti a conoscenza di un caso di positività effettuato da un Agente del Comando di Polizia Locale di Sassari che ha fatto degli esami sierologici, e parrebbe che in un primo momento i vertici del Comune gli abbiano detto che poteva continuare a lavorare – ha scritto Ruzzetto, segretario generale della Cisl-Fp di Sassari -. Solo successivamente il medico del lavoro ha disposto la malattia con isolamento fiduciario per 15 giorni. Considerato che il dipendente in parola ha lavorato continuativamente negli ultimi 15 giorni in squadra con altri colleghi del Comando utilizzando gli spazi comuni, veicoli ecc.ecc., si chiede di attivare con estrema urgenza e sottoporre a sorveglianza sanitaria tutto il personale del Comando di Polizia Locale, ricordando che è un obbligo in capo al datore di lavoro assicurare ai propri dipendenti la sicurezza sanitaria. Oggi, e non domani, è il tempo delle risposte immediate, non possono essere i lavoratori e le loro famiglie a doversi assumere il rischio di essere veicoli di eventuali contagi».
«A seguito del comunicato stampa diffuso dal sindacalista della Cisl Armando Ruzzetto, in merito a un “Caso positivo sierologico” (così si legge nella nota) nel Comando della Polizia locale di Sassari, l’Amministrazione comunale – riporta il comunicato di risposta di Palazzo Ducale – specifica che dall’agente in questione non è stato eseguito nessun tampone per la ricerca del virus nei giorni scorsi, ma lo stesso ha presentato un referto di un esame sierologico fatto da lui privatamente. È il caso di ricordare che il test al quale l’uomo ha deciso volontariamente di sottoporsi attesta unicamente se un soggetto è entrato precedentemente in contatto con il virus, e non se il soggetto sia realmente portatore del virus e contagioso. L’esame è stato eseguito ieri e il risultato gli è stato consegnato oggi all’attenzione del Comando. Nel momento in cui stamattina ha presentato il referto all’attenzione del Comando, quest’ultimo gli ha chiesto di non rimanere in servizio, ma di andare immediatamente dal medico che avrebbe stabilito quali comportamenti adottare. Contestualmente l’Amministrazione ha inviato la segnalazione al Dipartimento di Prevenzione, servizio di Igiene pubblica dell’Ats chiedendo che l’agente fosse immediatamente sottoposto a tampone per la ricerca del virus. Esame eseguito nel primo pomeriggio. Nel frattempo il medico gli ha prescritto quindici giorni di isolamento fiduciario».
«In un momento così delicato per la collettività, colpisce che un sindacalista dia informazioni così approssimative e non corrette, scegliendo di diffondere una nota che crea tensione e inutile allarmismo. Una nota dove lui stesso utilizza i verbi al condizionale, cosa che fa pensare che non abbia la certezza dei contenuti che sceglie tuttavia di pubblicare. Non corrisponde a verità che «i vertici del Comune gli abbiano detto che poteva continuare a lavorare». Si ribadisce che è invece vero il contrario: una volta visto il referto, all’agente è stato immediatamente detto di non restare al Comando ma di andare dal proprio medico curante. L’Amministrazione comunale, appena venuta a conoscenza dallo stesso dipendente dell’esistenza di questi esami sierologici, ha richiesto subito – come detto – che l’agente fosse sottoposto a tutti gli accertamenti necessari per stabilire il suo stato di salute, chiedendo all’Ats che gli fosse eseguito un tampone, per tutelare la salute dello stesso e di tutti i colleghi. Non è competenza del datore di lavoro, ma bensì di un medico, certificare o dire a un dipendente se sia nelle condizioni di salute per poter lavorare, cosa che un sindacato dovrebbe sapere», conclude il Comune.
Fin qui la nota del Comune di Sassari diffusa nel pomeriggio. Anche il sindacalista Ruzzetto ha poi inviato un nuovo comunicato stampa, che precisa alcuni passaggi del lancio Ansa che riprendeva la prima nota della Cisl-Fp Coordinamento Polizia Locale. «A seguito della notizia ANSA dal titolo “Coronavirus: Cisl,vigile urbano Sassari positivo ma a lavoro”, corre l’obbligo di segnalare, per dare una corretta informazione, quanto segue: il dipendente in questione ha saputo solo nella giornata di ieri, dopo avere effettuato degli esami sierologici, di essere risultato positivo agli anticorpi (IgG); ha quindi avvisato immediatamente i responsabili del Comando; l’agente non ha fatto nessun tampone di controllo (come erroneamente riportato nella notizia) ma è in attesa delle decisioni da parte dell’autorità sanitaria e dei propri superiori; in ogni caso ha avuto quella che pareva una normale sindrome influenzale nella prima decade di marzo, in coincidenza col primo giorno di ferie, ed ha ripreso servizio dopo 15 giorni, poiché in buone condizioni di salute; è ovvio che incombe al datore di lavoro effettuare le necessarie verifiche a tutela della salute dei propri dipendenti».









