Continuità territoriale aerea, enti e associazioni insieme per l’aeroporto di Alghero

Lunedì pomeriggio consiglio camerale aperto con tutti gli amministratori e gli attori del territorio

Sassari. Vista la situazione relativa alla gestione della continuità territoriale aerea, la Camera di Commercio di Sassari ha promosso un incontro rivolto al sistema economico e istituzionale per valutare in maniera sinergica l’impatto dei recenti avvenimenti sul territorio del nord Sardegna. Lunedì pomeriggio si è così tenuto un Consiglio camerale aperto, un’occasione per lavorare congiuntamente all’individuazione di proposte, percorsi ed azioni. «È importante ascoltare chi costituisce l’anima della Camera di Commercio, ovvero istituzioni, imprese e associazioni di categoria – ha detto il presidente dell’ente camerale sassarese Stefano Visconti –. Come sistema cerchiamo di favorire un maggiore confronto tra Assessorato regionale dei Trasporti, società di gestione degli aeroporti, i vettori e i sindacati, affinché si possa trovare da subito una soluzione ai problemi che scaturiscono ormai immancabilmente alla scadenza di ogni bando. Il presente è complicato, nel breve periodo abbiamo senz’altro un’emergenza. Non è trascurabile neanche il medio, perché al termine di questi nuovi 18 mesi di proroga ci sarà senza dubbio una nuova continuità da scrivere e quella che di cui stiamo parlando nelle ultime settimane ha già trent’anni e penso sia diventata abbondantemente anacronistica».

Il primo elemento di criticità delle norme sulla continuità è dato dal loro carattere sovranazionale. Sono cioè regole sovranormate dall’Unione Europea. Se allora gli attori del territorio finalmente si uniscono allora potrebbe essere più facile trovare finalmente una soluzione. Di difficilissima interpretazione quindi sono le norme, che danno ai funzionari di Bruxelles un’ampia e anche eccessiva discrezionalità applicativa, come ha sottolineato nel suo intervento il sindaco di Sassari Nanni Campus (dopo di lui hanno preso la parola i primi cittadini di Alghero, Conoci, e di Porto Torres, Mulas). Per il nord Sardegna è importante inoltre gestire la presenza di due aeroporti, perché altrettanti sono storicamente gli accessi alla metà settentrionale della Sardegna. I due scali hanno caratteristiche, tra l’altro, diverse rispetto all’aeroporto di Elmas. In questo momento la criticità maggiore riguarda lo scalo algherese, il cui bando per le rotte in continuità è andato deserto. Al di là del possibile impegno (volontario) da parte di Volotea emerso negli ultimi giorni, in questo momento non ci sono ancora soluzioni certe su cosa accadrà tra qualche settimana.

Altro aspetto è quello di saper distinguere i due piani di intervento. Come ha ricordato Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna intervenuto in streaming, il diritto alla mobilità e l’accessibilità turistica richiedono risposte differenti, calate però in un contesto regionale ovvero con politiche sarde e non territoriali. Così la CT1 (le rotte verso Roma e Milano con le tariffe agevolate per i residenti in Sardegna) va organizzata a più livelli, la CT2 è invece difficilmente realizzabile.

Tutti uniti insomma e con idee chiare supportate da programmi elaborati in maniera corretta e competente.

L.F.

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