Con Mozart e Franck il Conservatorio “Canepa” ha inaugurato l’anno accademico
Lo scorso 2 febbraio un grande concerto al Teatro Comunale con un’ottima risposta di pubblico. Il ricordo di Giuseppe Saccu e un omaggio a Gigi Riva
Sassari. Il Conservatorio musicale “Luigi Canepa” di Sassari ha celebrato venerdì 2 febbraio l’avvio dell’anno accademico con il tradizionale concerto al Teatro Comunale. Una serata all’insegna della musica ma anche degli omaggi a chi non c’è più. Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale di Mameli-Novaro, è stato ricordato Giuseppe Saccu, già docente per molti anni di Canto corale al Conservatorio sassarese, con una targa consegnata al figlio Daniele. A Saccu è stata dedicata l’esecuzione dell’Ave Verum Corpus di Mozart. Sono poi intervenuti Ivano Iai, presidente del Conservatorio “Canepa” e presidente nazionale dei Conservatori, il direttore Mariano Meloni, la presidente della Consulta degli studenti Eleonora Pili e, per un breve saluto, il sindaco di Sassari Nanni Campus. La serata è proseguita con il Concerto per timpani e orchestra op. 34 (1954) del tedesco Werner Thärichen, dedicato a Gigi Riva, icona della Sardegna. Una targa in omaggio del campione del Cagliari e della Nazionale è stata ritirata da Jack Devecchi, storico capitano e neodirettore generale della Dinamo, consegnata dal comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Massimiliano Pricchiazzi. Dopo la pausa, la seconda parte della serata si è aperta con la consegna del premio “Una sinfonia per…”, assegnato quest’anno ad Alessandro Moccia, violinista di origine cagliaritana, già primo violino dell’Orchestre des Champs-Élysées di Parigi, dell’orchestra Westdeutschen Rundfunk di Colonia e della Mahler Chamber Orchestra. Il premio, consegnato dal prefetto di Sassari Grazia La Fauci, è stato ritirato da Davide Casu, giovane violinista dell’Orchestra del Conservatorio, allievo proprio di Alessandro Moccia.
Il concerto. L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio è stata diretta da Mattia Rondelli, docente del “Canepa”. Per il primo brano eseguito, il celebre mottetto Ave Verum Corpus K 618 in Re maggiore di Wolfgang Amadè Mozart, è stato coinvolto il Coro del Conservatorio, preparato dalle docenti Clara Antoniciello e Claudia Dolce. Una lettura insolita, quella offerta al pubblico del Comunale da Mattia Rondelli del breve capolavoro mozartiano, una delle ultime composizioni scritte – la data del manoscritto riporta il 17 giugno 1791 – dal genio salisburghese prima della morte precoce nel dicembre di quello stesso anno. Rondelli ha infatti diretto una grande orchestra (sono richiesti dallo spartito solo gli archi più un organo) affiancata da un enorme coro, distante insomma dalle interpretazioni ormai consolidate che prediligono un Ave Verum intimo, con un canto quasi sussurato. La partitura stessa, del resto, richiede un “sotto voce”, una precisa indicazione dell’autore, nell’occasione non rispettata. Un Ave Verum quindi a piena voce, se vogliamo dirla tutta, non completamente riuscito, privo di quella grazia ed espressività che caratterizzano il mottetto. Ma Mozart è Mozart e la sua scrittura musicale straordinaria riesce sempre a compensare anche forzature o riletture insolite.
Decisamente ostico l’ascolto del Concerto per timpani e orchestra op. 34 (1954) del tedesco Werner Thärichen, eseguito per la prima volta in Sardegna, con il giovane allievo Nicola Masala timpanista solista. Dal 1948 al 1984 Thärichen fu primo timpanista dei Berliner Philharmoniker, prima con il mitico direttore Wilhelm Furtwängler e poi con Herbert von Karajan.
Una bella sorpresa invece la Sinfonia in re minore FWV48 di César Franck, l’unica scritta dal compositore belga e composta fra il 1886 e il 1888. Inizialmente non riscosse grande apprezzamento. Strutturata in appena tre movimenti, fu eseguita per la prima volta il 17 febbraio 1889 nella sala da concerti del Conservatorio di Parigi da una compagine orchestrale di studenti, dopo il rifiuto di musicisti professionisti condizionati dal giudizio negativo di Charles Gounod. Franck fu infatti tacciato di simpatie per la musica tedesca e di avere in pratica scritto una sinfonia dal gusto germanico, ben distante dallo stile francese. Un giudizio severo, inquinato dal contrasto del tutto politico tra Impero tedesco e una Francia che ancora si leccava le ferite della sconfitta di Sedan. All’opposto, oggi la Sinfonia di Franck, in vita applaudito organista, è valutata positivamente proprio per una sorta di aderenza ai modelli beethoveniani, rafforzata da chiari rimandi a Wagner ma anche a Schubert. Rondelli, ben sostenuto dall’Orchestra del Conservatorio, a suo agio in un periodo musicale chiaramente maggiormente congeniale rispetto a quello mozartiano, ha garantito una bella resa sonora complessiva, restituendo dinamiche appropriate con fraseggi puliti e un buono bilanciamento tra le sezioni orchestrali. La serata si è conclusa con un bis, la celebre Pavane di Gabriel Fauré.
Luca Foddai









