“Due Fratelli” al Civico di Alghero
Ottima l’interpretazione degli attori e ben curata le scenografie
Alghero. Ancora sold-out al Teatro Civico di Alghero che ha messo in scena sabato scorso, sotto le insegne dela Cedac (Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna) “La grande Prosa”, lo spettacolo “Due Fratelli”, di Fausto Paravidino, con Noemi Medas, Federico Giaime Nonnis, Leonardo Tomasi e la regia Maria Assunta Calvisi. Insomma, “Due Fratelli” – nella mise en scène dell’Effimero Meraviglioso – racconta del rapporto tra strettissimo tra due fratelli, Boris e Lev, nel quale si inserisce, o meglio si insinua, quasi inconsapevolmente, nel ruolo di pericolosa e conturbante femme fatale, Erika, una donna indipendente e spregiudicata, quale simbolo del caos. Il tutto si svolge nello spazio claustrofobico di un appartamento in città, dove si arriverà a uno strano “triangolo” per un racconto pieno di suspense, dove i personaggi si rivelano solo in parte, attraverso conversazioni frammentarie, tra le pulsioni contrapposte di eros e thanatos, amore e morte, e il sentimento dominante di una fratellanza fatta di ricordi condivisi, di solidarietà e forse “complicità”. Un linguaggio scarno ed essenziale mette a nudo i fatti, in una chiave spesso conflittuale, come se fosse impossibile per quei tre raggiungere una qualche armonia. Boris e Lev vivono in un loro mondo, un microcosmo ordinato, i cui confini sono dettati dalle loro idiosincrasie e paure, dalle loro inquietudini, e dove non sono ammesse interferenze o influenze esterne. L’epilogo della convivenza si consumerà in tragedia. Ottima l’interpretazione degli attori e ben curata le scenografie.
Giulio Favini









