L’ordine dei fattori e il prodotto sbagliato
La Legge 107/2015 è stata scritta da qualcuno che, come si potrebbe dimostrare in un dibattito televisivo, di Scuola non se ne intende. L’analisi di Antonio Deiara
di Antonio Deiara
Per tanto tempo ho proposto una vera Riforma della Scuola, fondata su soluzioni maturate in oltre sette lustri di esperienza didattica ed organizzativo-gestionale, vissuti nelle trincee dell’istruzione di ogni ordine e grado. Poi è arrivata la Legge 107/2015, scritta da qualcuno che, come potrei dimostrare in un dibattito televisivo, di Scuola non se ne intende. Pur lavorando tutti i giorni per applicare con scrupolo il dettato del Parlamento, non posso non vedere le rilevanti criticità di norme partorite, probabilmente, con secondi fini di natura extrascolastica. E, parafrasando il nostro Premier, il meglio deve ancora venire…
Il primo “inganno” potrebbe essere stato concepito, all’italiana, per “imbrogliare” l’Unione Europa che ci aveva chiesto, con tanto di sentenza esecutiva, di immettere in ruolo gli insegnanti precari con un vissuto di più di trentasei mesi di servizio. Obiettivo conseguito: abilitati in Graduatoria ad esaurimento immessi in ruolo e tutti gli altri abilitati obbligati a sostenere un doppione degli esami finali del percorso abilitante. Ovvero, come spianare la strada ad un contenzioso che il MIUR potrebbe perdere pesantemente, con enorme sperpero di denaro pubblico (cfr. art. 3 della nostra Costituzione). Sarebbe bastato un articolo di tre righe: “Tutti gli abilitati saranno immessi in ruolo dal 01.09.2015: prioritariamente quelli inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento, su tutti i posti attualmente disponibili in organico di diritto e, a partire dall’a.s. 2016-2017, sulle cattedre che si renderanno disponibili col turnover“. Poi, esauriti gli abilitati, più concorsi per tutti, anche se avrei preferito la formula “Più Bienni Formazione Docenti per tutti”.
E che dire della “genialata” dell’organico “potenziato”? Parliamo di circa 50.000 docenti con titoli pari a quelli dei titolari di cattedra che vanno a fare i tappabuchi fino a 10 giorni di assenza delle maestre alle Elementari e a 15 giorni di congedo dei professori alle Medie e Superiori. Dal cilindro dell’incompetenza, sono saltati fuori i professori di serie “A” e di serie “B”. Divide et impera? Sarebbe stato sufficiente istituire l’“Orario d’ufficio facoltativo” per i professori, con retribuzione europea, e richiedere un plafond individuale di 6 ore settimanali per le supplenze nel nuovo tipo di “Contratto full-time”. Cosa può insegnare un docente di Diritto della Secondaria di Secondo Grado in una Scuola Primaria? Sicuramente può far meglio un insegnante di Musica, qualora si abbia la fortuna di riceverlo “in dono” dal Ministero: ma allora perché non scrivere una norma che preveda semplicemente l’impiego degli abilitati in Musica, Scienze Motorie, Lingue Straniere, Arte, etc. alle Elementari? Si intende perseverare nello spendere male il denaro pubblico?
Terzo, ma non ultimo, ragionamento possibile di una lunga serie, quello sulle parole del nostro Ministro dell’Istruzione che dichiara pomposamente di combattere la dispersione scolastica con “La Buona Scuola”, offrendo ai Presidi la possibilità di sdoppiare le classi, ma senza variarne il numero complessivo! Peccato che le classi pollaio abbiano fatto crescere a dismisura l’insuccesso scolastico con costi sociali ed economici pesantissimi per i contribuenti e per l’intera Repubblica Italiana. Non sarebbe stata una scelta di buon senso diminuire il numero massimo di alunni per classe a 20 e a 15 in presenza di un diversamente abile? Mi permetto di ricordare che, nella Scuola, cambiando l’ordine dei fattori si può ottenere un prodotto sbagliato. E il meglio deve ancora arrivare…







