La maestrina dalla bacchetta rossa
Ammaliava tutti gli alunni con la sua voce angelica, anche quelli più monelli. Com’era “Buona” quella Scuola! La riflessione di Antonio Deiara
Bella non era, la Maestrina dalla bacchetta rossa, ma ammaliava tutti gli alunni con la sua voce angelica. Anche quelli più monelli, come quel Franti al cubo che sedeva in silenzio dietro la batteria, nell’attesa spasmodica dell’“attacco” della nuova canzone da presentare al Premio Musicale per Band scolastiche. Sul podio, che la faceva sembrare alta, la Maestrina dalla bacchetta rossa sollevava la mano sinistra e le “vocalist” prendevano fiato, percuoteva l’aria con un gesto deciso e la nuova canzone riempiva di ritmo, melodia e armonia ogni angolo dell’Aulamusica. E, si sa, dall’Aulamusica al Teatro il passo è breve…

Erano trascorsi cinque anni dall’inizio dell’avventura musicale dell’allora classe prima “M” della Scuola Elementare dell’Istituto Comprensivo Statale n.2. Il Ministero della Pubblica Istruzione aveva appena applicato la norma che prevedeva l’inserimento negli organici di un Maestro di Musica per 2 ore settimanali per ogni classe di tutte le Scuole Elementari della Repubblica Italiana; anzi, a partire dalla classe terza, era possibile frequentare, in orario aggiuntivo, 3 ore settimanali di strumento musicale e musica d’insieme, con la guida di Maestri abilitati in violino, violoncello, pianoforte, tromba, arpa, oboe, percussioni, chitarra, fagotto, etc. A fianco delle “Maestre a righe” (quelle che insegnavano l’Italiano, la Storia, la Geografia e l’Educazione civica) e delle “Maestre a quadretti” (quelle esperte in Matematica, Geometria e Scienze), era comparsa lei, la Maestrina dalla bacchetta rossa; due anni dopo si erano materializzati le Maestre e i Maestri di strumento. La classe prima “M”, che qualcuno all’inizio pensava significasse “Monelli”, divenne ben presto la classe “Musicisti”. Chissà perché la batteria era lo strumento richiesto dagli alunni più chiassosi…
Altri insegnanti abilitati si inserirono nelle Elementari in quel periodo felice per la “Nuova Scuola” della Repubblica Italiana: il Maestro di Parigi e quello di Londra, la Maestra dal pennello arcobaleno e quella dal passo danzato, etc., etc. Gli alunni in difficoltà venivano seguiti a casa da Educatori specializzati nei diversi ambiti disciplinari, mentre quelli più preparati potevano frequentare gratuitamente Corsi di approfondimento. Com’era “Buona” quella Scuola!
Antonio Deiara
Docente di Musica I.C.S. Ittiri – SS
già Supervisore al Biennio Formazione Docenti
del Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” – Sassari








