Capodanno a Sassari con Max Pezzali, Mascia spiega la scelta
L’appuntamento dell’ultimo dell’anno diventerà strutturale. Piazzale Segni scelta imprescindibile ma si cerca uno spazio che possa diventare la nuova “arena” della città
«Confermiamo che il protagonista del concertone dell’ultimo dell’anno sarà Max Pezzali». Il sindaco Giuseppe Mascia sabato mattina a Palazzo Ducale ufficializza così che anche quest’anno Sassari saluterà il Capodanno insieme a un artista di grande rilievo. Dopo Gianna Nannini per il 2025, sarà quindi il cantante degli ex 883 ad accompagnare il pubblico locale nel 2026. Una scelta che ha diverse importanti implicazioni. «Due sono i significati. Da un punto di visto amministrativo diciamo che un terzo grande evento, dopo Faradda e Cavalcata insomma, deve essere strutturale. Sassari deve averlo perché negli anni ha saputo dare belle cose». Ma c’è anche un significato politico. «È riprendere a lavorare facendo bei concerti. Si alza l’asticella con un artista di livello, da un punto di vista della produzione e dei concerti. Questo ha un significato anche in un’ottica territoriale, ruolo di guida che Sassari deve riavere senza paura». È in moto una macchina che comporterà una grande fatica. «Ma l’indotto economico, sociale e turistico ci dà la dimensione che abbiamo la possibilità di correre e puntare in alto». Collaborano gli operatori culturali, altro aspetto da non sottovalutare.
Insieme al primo cittadino sassarese ci sono, oltre all’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni, Gian Stefano Murru, al debutto con la sua nuova creatura, la Gian Production, e Barbara Vargiu, presidente della cooperativa Le Ragazze Terribili, i due player locali ai quali l’agenzia Vivo Concerti ha affidato il successo del Concertone di San Silvestro. Sarà ripetuta la formula dello scorso anno. Si inizierà presumibilmente poco dopo le 22, con il concerto di Max Pezzali che durerà circa 90 minuti. Poi spazio a Laura Calvia e Daniele Coni della compagnia teatrale Bobò Scianél per il countdown della mezzanotte. Dopo questo momento ci saranno Sergione Dj, uno dei decani della scena sassarese, e, per concludere, Gabry Dj, sassarese, 18 anni, astro nascente della consolle.
Una macchina organizzativa poderosa, già in azione, per la quale sono al lavoro il Gabinetto del sindaco, Cultura, Traffico, Lavori pubblici, Attività produttive, Ambiente, senza dimenticare il settore Finanze e la Polizia locale. Il costo sarà di 350mila euro, con un importante contributo della Regione.
Ovviamente la novità principale, di cui si è tanto parlato sui social (e qualcuno, un po’ frettolosamente, ha manifestato più di un dubbio), è lo spostamento in piazzale Segni. «È legata a parametri imprescindibili – spiega Giuseppe Mascia –. Fosse stato per me l’anno scorso ci sarebbero stati dieci maxi schermi, cinque in piazza Castello, uno anche all’Emiciclo. Ma questo non era possibile. Ci dobbiamo attenere a regole ben precise. Il piano di sicurezza per iniziative di questo livello è di una certa difficoltà. Ci sono prescrizioni ampie e stringenti. E non discendono dal proprio piacere. Quel che possiamo dire è che piazza d’Italia sarà ulteriormente riempita di iniziative, per Natale prevediamo 40 giorni di attività in tutta la città».

Su Max Pezzali la trattativa è iniziata ad agosto. Solo adesso però arriva la firma e quindi la certezza che sarà a Sassari la sera del 31 dicembre. «Avevamo già individuato il nome e stavamo lavorando su questo. Si tratta di un artista che solo quest’anno ha fatto concerti con 120mila spettatori paganti e che in questi giorni ha aperto le Atp Finals di tennis a Torino – precisa l’assessora Nicoletta Puggioni –. Puntiamo anche su qualcos’altro, non solo alberghi, bar e ristoranti. L’amministrazione comunale è impegnata con determinazione a ribaltare i luoghi comuni su cui fonda il pregiudizio rispetto a Sassari città turistica. La valorizzazione di un patrimonio culturale immenso e vario, la rivitalizzazione di un nobile passato medievale, i beni architettonici e storici disseminati tra l’ambito urbano e l’area rurale: tutto dice il contrario. Le tradizioni folcloristiche e la cultura gastronomica innanzitutto, ma dice il contrario persino la risposta dei sassaresi e anche di chi visita Sassari alle iniziative che in questo primo anno e mezzo di mandato il Comune ha organizzato, finanziato, patrocinato o ospitato».
Tra i punti della programmazione ci sarà l’individuazione di uno spazio apposito per i grandi eventi in città. L’assessora parte da una certezza: «Se avessimo avuto una grande arena non sarebbe stata piazza d’Italia». Qualcuno nei mesi passati aveva promosso un paio di spettacoli ribattezzandola, un po’ frettolosamente e senza consultare il Comune, proprio “Arena piazza d’Italia”. Così però non potrà essere. E anche piazzale Segni è per quest’anno una sistemazione fatta in velocità. Per Pezzali la capienza massima sarà di 20mila persone.
Sul punto è Gian Stefano Murru a prendere la parola. «L’evento avrà le caratteristiche di un concerto che viene svolto all’interno di uno stadio. Accesso limitato, senza bottiglie, come accade in un normalissimo progetto. Abbiamo preparato un progetto che ci garantisce 20mila presenze. A breve avremo una conferenza di servizio a livello provinciale per le ulteriori verifiche. Possiamo dire che sarà la prima volta che in città verrà organizzato un evento con queste caratteristiche. E ci sarà la possibilità di incrementare se necessario le presenze».
«Noi lavoriamo da trent’anni, ma non ricordo un evento di questo tipo. Ci candidiamo a volare alto. Il livello delle maestranze del territorio è salito e siamo qua per sostenere chi investe», aggiunge Barbara Vargiu. «Siamo contenti di questo passaggio sulla filiera dello spettacolo. C’è un mondo di professionalità, pensiamo alla comunicazione ma ad aspetti più tecnici, come le luci, da valorizzare. È un tema importante nel quale crediamo molto in termini di crescita delle professionalità e delle competenze».
Infine, l’annuncio che è già allo studio la realizzazione di un servizio navetta tra il Quadrato, ovvero piazzale Segni, e il centro cittadino e, da lì, gli altri quartieri e i comuni dell’hinterland.
Luca Foddai






