Bunnari, un’area ricca di risorse
Sono terminati i lavori di messa in sicurezza della diga alta. Con il rinvaso si punta anche ad attività turistiche, sportive e naturalistiche
Sassari. La diga di Bunnari alto, dopo alcuni anni di lavori per la messa in sicurezza, è ormai pronta. «Riteniamo sia opportuno trovare qualche altra risorsa finanziaria per mettere in sicurezza le apparecchiature tecnologiche ed elettroniche – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Ottavio Sanna – anche perché ci siamo posti l’obiettivo, entro il 2016, di avviare le procedure per il rinvaso. Quest’area, con il suo parco, rappresenta un territorio con un grande potenziale». Nei giorni scorsi l’assessore Sanna ha partecipato al sopralluogo della Commissione Lavori pubblici del Consiglio comunale. La richiesta unanime da parte dei componenti dell’organismo consiliare presieduto da Franco Era (CD) è di un impegno puntuale e urgente affinché la diga di Bunnari alto venga avviata entro l’anno.
«Come bacino di riserva idrica – spiega il primo cittadino Nicola Sanna – va rivista la programmazione regionale che ne aveva decretato la non strategicità. I lavori finanziati dal Comune avevano lo scopo di un recupero del sito ai fini dello svolgimento di attività turistica e naturalistica». L’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna ha fatto sapere, inoltre, di aver già richiesto agli uffici e all’ingegner Antonio Porcheddu, che ha curato la direzione lavori della diga alta del Bunnari, l’elaborazione di una scheda tecnica sugli interventi che sarebbero necessari per effettuare il rinvaso. L’assessore ha anche richiesto una relazione da presentare nei prossimi giorni alla giunta comunale per l’inoltro alla Regione Sardegna di una domanda di finanziamento, da inserire nella pianificazione del sistema idrico integrato.
L’obiettivo è la realizzazione di un progetto che possa rendere fruibile, nel complesso, le due dighe, quella alta e quella bassa. «Un’opportunità strategica – riprende il sindaco Nicola Sanna – anche per lo sviluppo economico del territorio sassarese, dal punto di vista idrico c’è da cambiare l’opzione importante che aveva portato all’abbandono di tale riserva».






