Faradda 2014, poco dopo la mezzanotte a Santa Maria
L’arcivescovo padre Paolo Atzei ai gremianti: «Stavolta siete stati bravi». (Quasi) rispettati i tempi per lo scioglimento del Voto. Presente il ministro Franceschini. Contestazione (pesante) a Palazzo di Città per il neosindaco Nicola Sanna
Sassari. «Ero già pronto per dire “abà bastha”. E invece, a parte i canonici 20 minuti di ritardo sul meridiano di Greenwich, stavolta siete stati davvero bravi!». Parola di padre Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, che con queste parole, poco prima dell’una di notte, ha salutato gremianti e portatori, al termine della funzione religiosa a Santa Maria di Betlem, culminata con lo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta. La Faradda 2014 passerà insomma alla storia come una delle più veloci degli ultimi anni. Il primo candeliere era infatti in chiesa a mezzanotte e 20; ma tutti i ceri lignei erano in piazza per il “ballo” conclusivo già a mezzanotte in punto. «Il fatto che siamo diventati patrimonio dell’Unesco ci impone il rispetto delle regole: per secoli il voto è stato sciolto entro la mezzanotte. Ci siamo quasi!», ha detto l’arcivescovo.
Due gli argomenti forti del suo discorso: il lavoro che non c’è e le persecuzioni nei confronti dei cristiani in Medio Oriente. «Il flagello di oggi non è la pestilenza ma la mancanza di lavoro. Ed è un problema che affligge anche i portatori. La seconda riflessione riguarda la libertà religiosa, che tutti dobbiamo garantire per i cristiani e per tutte le altre fedi. Siamo una città che sa accogliere ebrei, musulmani e altri cristiani». Poco prima aveva preso la parola per un breve discorso il padre guardiano del Convento di Santa Maria, Alfio Pusceddu: «Vi dico bravi. Siete arrivati qui in chiesa a mezzanotte e quindici. È stato importante questo: la Faradda ha assunto un significato particolare per il riconoscimento dell’Unesco. A breve ci sarà per Sassari un altro evento importante: la beatificazione di padre Francesco Zirano. frate minore conventuale, che per 22 anni svolse qui il ministero sacerdote nella carità, venendo poi martirizzato ad Algeri il 25 gennaio 1603. A ottobre sarà un grande momento di gioia e di festa, un grande dono per tutta la città di Sassari. Ringraziamo l’Assunta. A zent’anni, fratelli tutti!».
La Faradda aveva preso il via da piazza Castello alle 18. Alle 19 il primo candeliere, quello dei Fabbri, è arrivato a Palazzo di Città, confermando l’orario dello scoro anno, già in netto anticipo rispetto al 2012 (allora furono le 19,30).
Il brindisi e l’uscita da Palazzo di Città. Per Nicola Sanna la prima uscita da Palazzo di Città è stata accolta da una bordata di fischi e, soprattutto, di “buuh” e insulti, un po’ di tutti i tipi. Niente di sorprendente, dal momento che da sempre questo è il momento il cui il sindaco si contesta a prescindere. Situazione nettamente diversa lungo il percorso, a parte un paio di punti “critici” storici: in Porta Sant’Antonio, dove la contestazione è da sempre più colorita, e poi in piazza Santa Maria: l’arrivo della municipalità è annunciato da fischi, che si possono sentire anche all’interno della chiesa. Per il resto per Sanna è stato tutto un richiamo di saluti ed abbracci. Non c’è stata nessuna bocciatura insomma. Anzi, da parte di alcuni assessori, già in Giunta con Ganau, il giudizio è stato nettamente positivo. Chi si aspettava una contestazione in piena regola ha insomma dovuto subito ricredersi.
Poco prima dell’uscita a suon di fischi da Palazzo di Città è stato rinnovato uno dei riti laici della Faradda, con il brindisi tra sindaco e Gremio dei Massai. All’appuntamento stavolta ha partecipato una personalità di eccezione, come il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Confermata la consueta ressa di giornalisti, fotoreporter e cameramen, accentuata quest’anno da un rigidissimo (che è parso anche eccessivo) protocollo all’ingresso per gli operatori della comunicazione.
Tanti i volti conosciuti, come da tradizione, a Palazzo di Città. A cominciare dalla sottosegretaria ai Beni Culturali Francesca Barracciu. Un ritorno è stato quello del professor Arturo Parisi, che nelle ultimissime edizioni aveva seguito la Faradda in mezzo alla folla. Presenza confermata anche per un altro professore sassarese, protagonista nel passato della vita politica nazionale, Mario Segni. A Sassari il sindaco di Alghero Mario Bruno.
E poi la deputata del Pd Giovanna Sanna, consiglieri regionali (intravvisti Gavino Manca, Luigi Lotto, Peppino Pinna e Marcello Orrù), con il presidente dell’Assemblea legislativa sarda Gianfranco Ganau, e, per la Giunta regionale, due “assessore”, Claudia Firino e Maria Grazia Piras. Continuando, c’erano il rettore Attilio Mastino, l’ex sottosegretario Bruno Dettori, l’ex sindaco di Porto Torres Eugenio Cossu, l’ideatore della Casa della Fraterna Solidarietà Aldo Meloni, il vicepresidente della Provincia Lino Mura e gli assessori provinciali Antonio Nieddu, Mario Campus e Giommaria Deriu e altre personalità del mondo anche sportivo, come il patron della Torres Capitani. Curiosamente scarna la presenza di consiglieri comunali, soprattutto del Pd. Il Movimento 5 Stelle è rimasto rigorosamente fuori: «Abbiamo festeggiato La Faradda tra i cittadini, mentre la Casta banchettava sulle spalle della città, incurante delle nostre sollecitazioni», il pensiero di Maurilio Murru, affidato al suo profilo su Facebook.
Al Rosario. Anche quest’anno la partenza da piazza Castello si è arricchita di una tappa in più alla chiesa del Rosario. Qui entrano i gremianti appena arrivati con il candeliere e depositavano per dieci minuti la bandiera piccola su uno degli altari laterali. Adesso si recano in chiesa anche tutti i portatori, insieme ad obrieri, gremianti e capicandeliere, per una preghiera collettiva, un’Ave Maria recitata per gremio, sotto lo sguardo attento ed incoraggiante dell’arcivescovo.
I numeri. Tra corso Vittorio Emanuele e piazza Santa Maria anche quest’anno era impossibile camminare. Forse non c’erano le proverbiali 100mila persone lungo il percorso, ma erano davvero tante, in corso Vico forse più dello scorso anno. Parecchi i turisti, francesi, britannici e del nord Europa, oltre a molti italiani.






