Assegni vitalizi dei consiglieri regionali, stabiliti i parametri minimi

Riunita a Roma la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Per la Sardegna era presente il presidente Ganau

 

 

Consiglioregionale2014Roma. Età minima 65 anni per i consiglieri che abbiano corrisposto il contributo per un periodo di almeno cinque anni. Sui vitalizi già percepiti, un intervento con meccanismo di prelievo forzato e provvisorio di tre anni secondo criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità con aliquote crescenti calcolate in virtù delle diverse situazioni anagrafiche. Quest’ultime verranno infine maggiorate del 40 per cento qualora il beneficiario sia titolare di un altro vitalizio erogato dal Parlamento Italiano e/o Parlamento Europeo.

Sono queste in estrema sintesi le misure minime sul diritto all’assegno vitalizio, approvate venerdì mattina a Roma nel corso della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau.

GianfrancoGanau2«Sono stati creati i presupposti minimi sui quali le regioni italiane – dichiara il presidente Ganau – si impegnano a lavorare, attenendosi alle misure che abbiamo concordato questa mattina, ogni regione in base alla propria autonomia e specificità. Quanto emerso all’assemblea plenaria non è altro che una piattaforma comune sulla quale lavorare che costituisce di fatto i parametri minimi e comuni a cui tutte le regioni italiane dovranno fare riferimento per una definizione omogenea di norme che definiscano il diritto all’assegno vitalizio. La Regione Sardegna – ricorda il presidente Ganau – ha come noto abolito questo diritto e i consiglieri regionali attualmente in carica non percepiscono alcun assegno vitalizio.

L’impegno preso da parte dei presidenti dei Consigli regionali italiani è quello di lavorare per provare ad unificare le leggi in materia, entro l’anno, in base alle priorità e alle emergenze stabilite dall’agenda politica di ciascuna di esse.

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