Aeroporto di Alghero: continuità sì, ma anche chiarezza sui lavoratori

Nel 2022 traffico e attività da record. Eppure pare già deciso il ricorso agli ammortizzatori sociali che ridurranno i salari e le contribuzioni dei dipendenti

Alghero. È dei giorni scorsi la notizia, diffusa con un proprio comunicato dalla Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto di Alghero, che traffico ed attività del 2022 sono da record. E anche gennaio del 2023 si presenta con numeri in crescita (+31,3 per cento) rispetto a gennaio 2019 (anno di riferimento pre-Covid). Ed infatti, stando alle cifre, lo scalo della Riviera del corallo è arrivato nell’ultimo anno a toccare quasi un milione e 600mila passeggeri. Un successo evidente sulla coda della pandemia Covid e nel mezzo di una guerra in Ucraina che non potevano certo essere il viatico migliore. L’ottimo risultato del 2022 è il secondo migliore dopo quello del 2015 che aveva sfiorato il milione e 700mila transiti. È facile notare quanto tutto questo contrasti con la scelta della società di gestione di concordare con i sindacati l’utilizzo di ammortizzatori sociali da utilizzare nei periodi di spalla alla stagione estiva. Filtra che la decisione sia stata già presa: utilizzo della cassa integrazione o molto più probabilmente l’applicazione della cassa di solidarietà che, in più, consentirebbe a Sogeaal ed F2I di alleggerire i costi in un orizzonte temporale più ampio rispetto alla cassa integrazione.

In un quadro di un miglioramento certo, che ha portato in attivo i conti di Sogeaal, si punta insomma agli ammortizzatori sociali che ridurranno i salari e le contribuzioni dei dipendenti. Non è tutto. Oltre che per i numeri in sé, Sogeaal viene da un’annata espansiva in termini di contratti. Sono stati incrementati anche alla stagione invernale quelli dei 6/12 (ovvero coloro che lavorano sei mesi su dodici da aprile a settembre) in tutti i settori, come in tutti i settori è stato fatto pieno ricorso agli stagionali. E mai la messe era stata così copiosa come nell’ultimo anno. Ora, prevedere passività nel 2023 e per questo far ricorso agli ammortizzatori sociali, qualunque scelta si voglia fare va naturalmente in contrasto con ciò che da Nuraghe Biancu vanno riaffermando: anche la stagione estiva avrà, come al solito, quindi anche nel 2023, numeri soddisfacenti.

Rimane il nodo della continuità territoriale. Ma da quanto emerso anche nell’ultima settimana le rotte sembrano alla fine salvaguardate.

Servono però investimenti e quelli, così fanno notare gli osservatori più attenti, mancano: per esempio, la nuova sala arrivi, la cui apertura si fa attendere ormai da troppo tempo, regalerebbe nuovi spazi infrastrutturali al terminal anche in sala partenze.

Serve certo la sinergia con il territorio, Camera di commercio e Federalberghi, con la regia di una Regione che – e l’assessore Moro lo ha ribadito appena un paio di settimane fa nel corso di un incontro con la Confcommercio (di cui fa parte proprio la Federalberghi) – conserva il 27 per cento di azioni dello scalo algherese.  La concertazione è allora fondamentale soprattutto nei mesi di spalla, da novembre a marzo, allorquando il numero e le frequenze delle rotte latitano e richiamano o rischiano di richiamare gli “aiutini” degli ammortizzatori sociali ai quali, vale la pena ricordare, i dipendenti dell’aeroporto di Alghero sono stati assoggettati dal 2018 già due volte. Tre, se si considera la cassa Covid.

Lo scalo del nord ovest attende insomma un rilancio definitivo, che si fa attendere da troppo tempo. Adesso è il momento di agire, senza alcun indugio certo, ma anche con idee chiare, senza trascurare il personale.

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