Un sì allo sviluppo sostenibile
Incontro pubblico a Oristano sul referendum del 17 aprile. Il presidente Ganau al confronto promosso dalla segreteria provinciale del Pd
Oristano. «Dobbiamo seguire la strada per uno sviluppo sostenibile, anche il Governo olandese ha iniziato il cammino legislativo, è notizia di qualche giorno fa, per arrivare a vietare, dal 2025, la vendita di automobili con alimentazione a benzina o a gasolio». Il delegato sardo nel comitato nazionale promotore del referendum del 17 aprile, Gianfranco Ganau, prosegue la campagna referendaria per il sì e ieri pomeriggio a Oristano ha partecipato all’incontro dibattito organizzato a Oristano nello spazio Hospitalis Sancti Antoni di via Cagliari dalla segreteria provinciale del Pd.
«Quello che serve è informare il più possibile i cittadini – ha sottolineato Ganau – perché purtroppo in queste settimane è stata fatta una grande campagna di disinformazione. Il semplice fatto che otto dei nove consigli regionali che hanno promosso la consultazione siano a guida di centro sinistra, conferma che il Pd è presente in questo referendum e che c’è molto anche con la sua base. Il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda ha rivendicato anche la posizione del sì all’interno del Partito Democratico, spiegando le ragioni che hanno spinto i consigli regionali ad avviare il percorso referendario. «Abbiamo chiesto che le regioni non venissero esautorate delle loro competenze – ha ricordato Ganau – e oggi grazie ai risultati ottenuti con l’azione referendaria, ricordo che i quesiti inizialmente erano sei, ritorniamo ad avere una competenza specifica nelle scelte che riguardano l’ambiente e la salute dei cittadini e abbiamo ottenuto la modifica delle norme da parte del Governo che oggi consentono di non trivellare più entro le dodici miglia. Rimane un solo quesito che anche in virtù del percorso intrapreso ha un significato di coerenza: perché non viene rispettato un termine per le concessioni, se il Governo ha già deciso di non consentire trivellazioni entro le 12 miglia?»
Il presidente Ganau si è poi soffermato sul significato politico del referendum e sulle azioni messe in campo per contrastarlo. «La richiesta di confronto da parte delle regioni è stata disattesa, si è evitata l’election day quando sarebbe stata sufficiente una leggina che consentisse di accorpare la consultazione referendaria con le amministrative di giugno, questo avrebbe aiutato ad informare maggiormente i cittadini e soprattutto a risparmiare oltre 300 milioni di euro. La scelta ha di fatto accorciato i tempi della campagna referendaria e l’assoluto silenzio sulla consultazione nelle prime settimane non ha certo aiutato, sino allo scandalo Tempa Rossa che purtroppo ha consentito di accendere i riflettori sul referendum del 17 aprile. Spiace l’invito all’astensione da parte dei vertici nazionali del mio partito – ha aggiunto Ganau –. Intanto perché il Pd ha sempre sostenuto le battaglie su questi temi, non condivido le ragioni del no ma le rispetto, l’invito al non voto è però inaccettabile, anche alla luce del momento così delicato che sta attraversando il nostro Paese in termini di partecipazione. Oggi ci invitano ad andare a votare – ha concluso Ganau – anche le massime cariche istituzionali, la presidente della Camera Boldrini, il presidente del Senato Grasso e il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi che ricorda che “la partecipazione al voto fa parte della carta d’identità del buon cittadino”».
L’incontro di Oristano è stato aperto dal sindaco di Gonnostramatza e segretario provinciale del Pd di Oristano, Alessio Mandis: «Votiamo per dire che tipo di Italia vogliamo – ha detto il primo cittadino – e che tipo di energia utilizzare, invitare all’astensione è quanto di più deleterio si può fare nei confronti della democrazia».
È seguito l’intervento di Davide Rullo tra i fondatori del Comitato “No al progetto Eleonora” che ha spiegato il percorso normativo legato alla concessioni delle piattaforme offshore, le leggi e i decreti legislativi approvati in materia negli ultimi anni, sottolineando che «i mari della Sardegna sono tutt’altro che fuori dagli interessi del mondo del petrolio».
Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Solinas, presidente della Commissione Ambiente. «Su questo referendum c’è un pronunciamento chiaro dell’intero consiglio regionale – ha detto Solinas – comprendo la diversità di opinione sul tema ma è inaccettabile che il mio partito a livello nazionale inviti all’astensione, sapendo bene che tra qualche mese gli italiani dovranno esprimersi su un altro tema importante e lo faranno proprio attraverso questo strumento democratico».








