Abbiccì Sassari, il volley diventa speciale

Insieme giocatori normodotati e diversamente abili. Perché nello sport non ci sono differenze. La femminile chiude il campionato a punteggio pieno

 

 

Abbicci2Sassari. Coniugare lo sport con l’impegno sociale. Vincendo, anzi, stravincendo. Ed è proprio quest’ultima la caratteristica che la “Abbiccì” pallavolo femminile anche quest’anno è riuscita a mettere in evidenza, chiudendo il campionato federale a punteggio pieno e convincendo tutti sul piano del gioco. Un dominio assoluto insomma, che permetterà adesso alla squadra di accedere al livello superiore, la prima divisione. La “Abbiccì” ha però qualcosa in più rispetto alle altre squadre. Abbiamo incontrato il presidente Stefano Carta e l’allenatore Luca Mulas (della squadra femminile, la maschile è allenata da Giuseppe Sotgiu) in occasione dell’ultimo incontro di campionato, in trasferta nella palestra dell’Itc “Dessì + Lamarmora” in via Monte Grappa. Le avversarie sono le ragazze della Junior Sassari. Per l’Abbiccì, che invece gioca in casa nelle palestre dell’Istituto Agrario e del Liceo Scientifico “Spano”, una trasferta vincente, terminata col risultato più che rotondo di 3-0.

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L’allenatore Luca Mulas

«La particolarità di questa squadra – spiega l’allenatore Luca Mulas – è che convivono giocatrici normodotate, che cioè non hanno nessuna difficoltà psicomotoria, con altre che invece hanno delle disabilità, che vanno dall’autismo alla sindrome di down o altri disturbi di natura psicologica». Non ci sono solo le ragazze. «È un progetto che va avanti da sei anni. E questa è solo una delle squadre. Ci sono anche i maschi, nel campionato Uisp, e due gruppi di bambini e ragazzi che fanno un altro campionato provinciale di minivolley», riprende Mulas. Nel complesso una settantina di atleti. «Siamo gli unici con squadre con queste caratteristiche a livello regionale che facciamo campionati federali. E giochiamo contro avversari che non hanno neanche un disabile». Mulas è l’allenatore da cinque anni. «Abbiamo iniziato con zero vittorie in campionato per un anno e mezzo. Al terzo anno abbiamo avuto una vittoria; al quarto quattro vittorie; e l’anno scorso abbiamo vinto il campionato da imbattuti con zero sconfitte nella fase eliminatoria ed una sola sconfitta nei playoff, salendo così in seconda divisione». Un campionato provinciale, come sarà anche il prossimo anno, in prima divisione.

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Il presidente Stefano Carta (sulla destra, in tuta bianca) sistema lo striscione dell’Abbiccì

Presidente dell’Abbiccì è Stefano Carta, insegnante di educazione fisica. «La nostra società è nata nel 2010. Già quando allenavo a Cagliari, in B1, avevo in squadra un giocatore sordomuto. Poi l’idea di mettere su squadre con un numero più alto di diversamente dotati. All’inizio avevamo il sostegno della Regione, che finanziava dei laboratori a scuola, al Liceo “Spano”; questo contributo è venuto meno, ma abbiamo deciso di continuare. Con l’Abbiccì e grandi risultati», spiega il presidente. «Facciamo sempre attenzione al numero dei diversamente dotati ma anche alla tipologia della disabilità. La particolarità del nostro impegno è che l’impostazione rimanga orientata a fare in modo che tutti vivano una vita normale. Infatti gli altri non ci devono fare caso. Niente comunque si improvvisa: abbiamo dei tutor, perché altrimenti i progetti non possono andare avanti. Poi capita che nel gruppo maschile nessuno ne abbia bisogno…, ma prima il tutor c’era». Non solo Sassari. «Un altro gruppo giocava a Quartu, ma non potevo seguirlo più. Il rammarico può essere che la Regione abbia tagliato tutto. Noi però andiamo avanti. Questo gruppo femminile ha iniziato un paio di anni fa, vincendo già due campionati».

«Devo dire che proprio i diversamente abili sono quelli che si impegnano di più», conclude Stefano Carta. «Quando giocano non ci sono però differenze con i normodotati. Per avversari e allenatori sono tutti atleti, senza limitazioni o impedimenti. E questo è davvero il successo più importante».

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