A Sassari il Consiglio comunale riflette sulla violenza contro le donne

Approvato all’unanimità una mozione per promuovere un protocollo d’intesa territoriale per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e i minori

Il Consiglio comunale di Sassari ha dedicato martedì mattina un’intera seduta al tema, purtroppo sempre attuale, della violenza contro le donne. Lo ha fatto in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2025”, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che aveva anche fissato la data del 25 novembre di ogni anno.

È stato il presidente del Consiglio comunale Mario Pingerna ad aprire i lavori. «Oggi non è una ricorrenza da calendario. È il giorno in cui siamo chiamati, come uomini, a guardarci allo specchio senza sconti», ha esordito. «La violenza contro le donne non è “un problema delle donne”. È un fallimento degli uomini. È un fallimento della nostra cultura, del nostro modo di educare i figli, di usare il potere, di stare al mondo. Noi non siamo un campione qualsiasi di uomini, siamo consiglieri comunali. E quindi decidiamo bilanci, approviamo regolamenti, parliamo a nome della città. Se non cambia il modo in cui noi uomini gestiamo la parola, il potere, le relazioni, tutto il resto – piani, progetti, campagne – resta una facciata. Vorrei dirci una verità scomoda: la violenza fisica è solo l’ultimo gradino di una scala che spesso comincia molto prima, in zone che consideriamo “normali”». Gli esempi sono tanti. Si va dalle battute sessiste che “tanto è per ridere” o dagli sguardi che valutano un corpo prima di ascoltare una voce alle riunioni in cui una donna parla e le si passa sopra, come se non ci fosse o situazioni come quelle che avvengono in case in cui il controllo, la gelosia, il ricatto economico vengono scambiati per amore. «Noi qui non alziamo le mani sulle donne. Ma questo non ci assolve. Perché il sistema che permette a troppi uomini di arrivare alla violenza è alimentato anche da silenzi, risatine, indifferenze di uomini “perbene” che non dicono mai niente. Oggi non vi chiedo un minuto di silenzio. Vi chiedo, al contrario, parole e comportamenti diversi da domani». La violenza contro le donne può cominciare a diminuire, però, se da oggi noi uomini smettiamo di considerarci osservatori e accettiamo di essere parte del problema e parte della soluzione. Non vi chiedo di essere perfetti. Vi chiedo di essere responsabili», ha concluso il presidente Pingerna.

La seduta consiliare ha visto anche alcuni importanti interventi di operatrici del settore sociali ed esperte legali e della comunicazione. L’amministrazione sassarese in questi anni ha infatti portato avanti alcuni progetti, che hanno registrato importanti risultati. Sul punto sono intervenute la referente di “Porta aperta” per il progetto Aurora, Stefania Puggioni, e la coordinatrice per la casa protetta Emanuela Bussu, che hanno spiegato l’attività che svolgono quotidianamente e diffuso i dati locali aggiornati. Il Progetto Aurora nasce nel 2000 da un’iniziativa dei comuni del distretto sanitario di Sassari con Sassari comune capofila con la creazione di un centro antiviolenza ed una casa di accoglienza per le donne vittime di violenza e i loro figli, dando vita ad una delle prime iniziative pubbliche sul territorio nazionale. Dal 2013 il progetto è gestito in forma associata dai comuni del Plus di Sassari e dal 2008, affidato tramite gara ad evidenza pubblica dalla Società Cooperativa Sociale Porta Aperta. «Il Centro Anti Violenza ha sede in via dei Mille e dalla sua istituzione ha ricevuto 3600 segnalazioni, mentre nell’anno in corso le segnalazioni sono state 138 e le donne prese in carico 104. Oltre l’85 per cento delle donne che ci chiedono aiuto subisce o ha subito violenza dal proprio marito, compagno, fidanzato».

L’avvocata penalista Pina Zappetto ha invece spiegato le modifiche che comporterà al nostro ordinamento la proposta di legge in tema di violenza sessuale “consenso libero e attuale”.

Il sindaco Giuseppe Mascia

Il tema della violenza sulle donne investe anche l’informazione giornalistica. La giornalista della Nuova Sardegna Silvia Sanna ha raccontato i punti di vista di ragazze e ragazzi che seguono il progetto La Nuova@Scuola: l’inserto di giovedì sarà dedicato a questo. Gli studenti chiedono ai giornalisti di utilizzare un linguaggio e una narrazione più appropriata. In particolare, da ragazze e ragazzi di un liceo cittadino è stato predisposto un decalogo rivolto proprio ai giornalisti. Partendo dal recente omicidio avvenuto ad Arzachena, hanno fatto notare che bisogna parlare della vittima e non invece dell’assassino, per il quale, erroneamente, ci può essere più interesse mediatico per il suo status sociale o per altri aspetti. Così però si innesca un corto circuito nel quale passa in secondo piano chi ha perso la vita.

La prima parte dei lavori consiliari sono stati chiusi dal sindaco Giuseppe Mascia. «È fondamentale adeguare le norme al dilagare di un fenomeno che oggi assume le dimensioni dell’emergenza, ma è altrettanto necessario contrastarne la diffusione e dotare le nuove generazioni di strumenti più efficaci. Dalla comunicazione all’attivazione di servizi e spazi fisici di supporto e sostegno, tutto deve concorrere alla costruzione di una comunità educante: è il solo strumento per reagire a una barbarie fuori dalla storia e dal contesto socio-culturale».

L’Assemblea civica ha poi approvato all’unanimità (si è espresso anche il presidente Pingerna, che per prassi non partecipa alle votazioni) la mozione “Promozione e sottoscrizione di un Protocollo d’intesa territoriale per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e i minori nella città di Sassari”, illustrato da Vannina Masia. Sono intervenute le consigliere Alessandra Corda e Melania Delogu. In chiusura ha preso la parola l’assessora alle Politiche sociali e Pari Opportunità Lalla Careddu: «Sono convinta che Sassari e il suo hinterland abbiano gli anticorpi giusti. In questa città è stato fatto un grande lavoro sulla violenza di genere. Invito il Consiglio tutto a votare favorevolmente questa proposta. Che non rimanga però un semplice protocollo firmato, ma che veda tutti noi impegnati in una cabina di regia che serva».

In serata e per tutta la notte la facciata di Palazzo Ducale è stata illuminata di rosso, per volontà dell’Amministrazione comunale, come ulteriore azione a sostegno della sensibilizzazione contro la violenza di genere.

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