A Sassari Florian Noack, grande talento internazionale del pianoforte
Con il concerto di ieri sera sono ritornati per il 2024 i Mercoledì del Conservatorio “Canepa”, 35 appuntamenti a ingresso libero
Sassari. Tecnica spettacolare e capacità interpretativa fuori dal comune, ma anche una sublime maestria nell’arte della trascrizione. Florian Noack, 34enne pianista belga, docente al Conservatorio di Liegi e vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, è stato protagonista assoluto del primo appuntamento dell’edizione 2024 dei “Mercoledì del Conservatorio”, la rassegna concertistica ospitata nella sala Sassu del “Canepa” al via ieri sera con ben 35 appuntamenti distribuiti tra febbraio e novembre, che spaziano dalla classica al jazz, dal barocco all’elettronica, dalla musica contemporanea alla lirica. Noack in questi giorni è a Sassari per una masterclass a cura dell’Ufficio relazioni internazionali del Conservatorio sassarese, come ha spiegato in apertura il direttore Mariano Meloni (che recentemente ha tenuto un concerto e una masterclass al Conservatorio di Liegi), introducendo il talentuoso pianista belga e sottolineando «la grande difficoltà virtuosistica» del programma della serata.
Florian Noack non ha deluso le aspettative. Ormai considerato anche dalla stampa specializzata un talento prodigioso, i suoi video su Youtube spopolano tra gli appassionati, in particolare le interpretazioni dei brani più difficili di Frederyk Chopin come la Ballata n.4 o le sonate per pianoforte di Sergej Prokofiev. E proprio di uno dei capolavori del grande compositore russo, la complicata Sonata n. 6 in la maggiore op. 82, ha offerto una esecuzione magistrale. Composta nel 1940 e presentata al pubblico nel medesimo anno dallo stesso Prokofiev, costituisce un severo banco di prova anche per un pianista con una solida formazione. Noack ha eseguito la Sonata n.6, la prima della serie delle “Sonate di guerra”, con una naturalezza fenomenale, sublimata nella spettacolare coda virtuosistica dell’ultimo movimento, dopo il valzer intimo e sofferto nel terzo.

Il programma è stato aperto dall’arrangiamento di The Enchanted Lake di Anatolij Ljadov, compositore russo del periodo zarista, conosciuto soprattutto per brevi composizioni di musica a programma per orchestra. Subito dopo Noack ha fornito un saggio del suo grande talento con una selezione dagli Studi Trascendentali di Franz Liszt, tra cui il complicato Studio n. 10, tecnicamente forse il più difficile, uno dei brani preferiti dal mitico pianista ungherese György Cziffra, che ne ha regalato esecuzioni memorabili, e due degli Studi Trascendentali di Sergei Ljapunov. Ancora due i bis, applauditissimi, entrambi trascrizioni per pianoforte curate dallo stesso Noack: il tema introduttivo di Shahrazād, op. 35 di Rimskij-Korsakov e il celeberrimo Tema del cigno dal balletto Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Luca Foddai









