A Berchidda il 15 marzo “Il filo del vento – Storie di un’Isola che respira”
Con Laura J Marras, Alessandro Di Liberto e Roberto Rigoni. Quinto anno del progetto Insulae Lab
Il quinto anno del progetto Insulae Lab, riparte da una nuova, intrigante e straordinaria produzione originale: “Laura J Marras. Il filo del vento – Storie di un’Isola che respira” con Laura J Marras, Alessandro Di Liberto e Roberto Rigoni. Il debutto (ovviamente) a Berchidda – la fucina d’arti e talento immaginata e realizzata dal direttore artistico Paolo Fresu – sul palco del Teatro Santa Croce in piazza del Popolo alle 19 di domenica 15 marzo. Biglietto singolo 10 euro, abbonamento (cinque spettacoli) al costo 40 euro: ticket disponibili sul circuito oooh.events; info e prenotazioni al 3426476726.
Così, mentre le altre produzioni originali griffate Insulae Lab continuiamo il loro viaggio fra l’Isola, la penisola e il Mediterraneo riscuotendo applausi e destando interesse per la loro unicità e bellezza, il 2026 si apre con la presentazione di una nuova gemma, tanto preziosa quanto attesa. “Laura J Marras. Il filo del vento – Storie di un’Isola che respira” è un racconto intrecciato tra suoni e voce, in cui si ascolta una Sardegna talmente profonda e intima e avvolgente da risultare sconosciuto – e quindi accattivante – per chiunque scelga di porsi con curiosità e passione fronte palco. Guide d’eccezione, sul palcoscenico, tre artisti come Laura J Marras (voce narrante, canto e sax soprano), Alessandro Di Liberto (piano elettrico e live elettronica) e Roberto Migoni (batteria e percussioni).
Il vento che accarezza e spazza l’Isola è filo conduttore e invisibile che attraversa la memoria e le memorie, riportando all’origine nel pieno della contemporaneità e collegando ogni elemento percepito in un’unica esperienza e in un’esperienza unica. “Laura J Marras. Il filo del vento – Storie di un’Isola che respira” è progetto che fondendo performance e didattica, arriva a creare un dialogo costante e fluido tra la tradizione, l’improvvisazione e il jazz contemporaneo. Tutto nasce dal desiderio di raccontare – appunto – quel particolarissimo e profondo respiro della Sardegna stessa e di chi la abita, mescolando miti, leggende e storie tramandate grazie alla narrazione, alla musica e allo spazio scenico.








