Corte d’appello a Sassari, si mobilitano anche gli avvocati
Domani il pacchetto “giustizia” sarà approvato in Consiglio dei Ministri a Roma. Il consigliere regionale Marcello Orrù chiede che all’incontro del prossimo 5 settembre sia convocato tutto il Consiglio comunale

Sassari. Si mobilitano anche gli operatori della giustizia. Gli avvocati iscritti ai fori territorialmente di pertinenza della sezione di Sassari dicono no alla paventata chiusura della sede distaccata della Corte d’Appello della Sardegna. Un’assemblea convocata questa mattina in via Budapest è servita per ribadire, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’utilità degli uffici nella seconda città dell’isola. A Sassari, da quando esiste la sede distaccata, gli avvocati fanno riferimento anche per il Tribunale dei Minorenni e per il Tribunale di Sorveglianza, oltre che a tutte le pratiche, civili e penali, che altrimenti dovrebbero essere trattate a Cagliari. Vantaggi di natura non solo economica, aspetto comunque importante. Un’organizzazione più semplice a livello territoriale contribuisce indubbiamente a snellire il lavoro e gli adempimenti burocratici. Per non parlare, nel settore penale, del rischio di trasferire i detenuti da un capo all’altro dell’isola per udienze che durano pochi minuti.
Domani il Consiglio dei ministri ha all’ordine del giorno l’approvazione delle misure che costituiscono il pacchetto “giustizia”. Relativamente all’organizzazione e ad alla razionalizzazione degli uffici sul territorio si dovrebbe procedere con l’approvazione di un ddl delega, che sarà poi trasmesso al Parlamento a cui, al termine del complesso iter, spetterà l’ultima parola sui decreti legislativi. L’ipotesi di soppressione della sede distaccata di Sassari parrebbe essere davvero concreta. Ma è molto probabile che nel testo non si faccia riferimento diretto alla situazione sarda. Venerdì si capirà qualcosa di più.

E sulle prese di posizione degli ultimi giorni, in particolare su quanto affermato dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, interviene nuovamente il consigliere regionale Marcello Orrù, che nei giorni scorsi aveva sollevato per primo il problema, implicitamente sollecitato dal silenzio dei rappresentanti delle istituzioni locali. «Al di là delle dichiarazioni di autorevoli esponenti del centrosinistra sardo i quali, in risposta al mio appello di qualche giorno fa al ministro Orlando e al presidente Pigliaru, hanno invitato ad evitare inutili allarmismi circa il rischio chiusura della corte d’appello di Sassari, domani – scrive Orrù – sarà veramente un giorno cruciale ed in Consiglio dei ministri potrebbero essere assunte decisioni che in un modo o nell’altro metteranno a rischio l’esistenza della Corte d’appello in città. È pertanto importante la mobilitazione dell’intero territorio e delle forze politiche, economiche e sociali al fine di fare quadrato e difendere tutti insieme un importante presidio dello stato essenziale non solo per Sassari ma per il sistema giudiziario del centronord Sardegna. A tal fine è importante che il sindaco di Sassari Nicola Sanna abbia convocato un tavolo tecnico, interistituzionale per il 5 settembre prossimo, che riunisca i parlamentari sardi, i consiglieri regionali, i rappresentanti degli ordini professionali, questi ultimi pesantemente colpiti dall’eventuale chiusura, e le organizzazioni sindacali del settore della Giustizia per fare il punto sulla situazione. La ricerca dell’unità e della condivisione è senz’altro la via migliore da seguire per salvare il presidio giudiziario. È un peccato però che a quest’incontro non sia stato convocato l’intero Consiglio comunale di Sassari. È fondamentale la presenza dei consiglieri eletti per rappresentare le istanze più immediate dei sassaresi. Propongo al sindaco Sanna di porre rimedio e convocare tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione al tavolo interistituzionale. Dalla riunione dovrebbe emergere un messaggio inequivocabile: l’intero territorio non intende permettere la chiusura della Corte d’appello».







