Sassariestate, lunedì “La conquista” di Vindice Lecis
Al Polo tecnico Devilla di via Monte Grappa la presentazione. Un romanzo che parla della città medievale

Sassari. Lunedì 28 giugno alle 19 nell’anfiteatro del Polo tecnico Devilla in via Monte Grappa 2 a Sassari sarà presentato il romanzo di Vindice Lecis “La conquista” (Condaghes) – giunto alla prima ristampa – nell’abito di SassariEstate, a cura della libreria Koinè e dell’associazione Eat&Buffas. Dialogherà con l’autore, Giovanni Cocco.
«Il grande stendardo con la torre merlata in campo rosso campeggiava alle spalle di Guantino Catoni, seduto su una severa sedia dall’alto schienale. L’uomo forte della città aveva voluto al suo fianco i sedici membri Anziani e gli otto sindicos, in rappresentanza dei quattro quartieri, per simboleggiare l’antica consuetudine municipale umiliata dai genovesi. Almeno così denunciavano da alcuni mesi gli agitatori delle grandi famiglie ribelli. Nella sala erano presenti l’arcivescovo Tedisio, un pisano malfermo e malato, con i membri del capitolo, i cento componenti del Consiglio Maggiore riuniti in Corona. La prima delibera messa in votazione fu la sottrazione della giurisdizione al podestà genovese, l’approvazione della sua destituzione con la contestuale nomina di Catoni ad amministratore provvisorio della città. Come era d’uso, giurò sui Vangeli». È un passaggio del romanzo che in numerosi capitoli si svolge proprio nella Sassari comunale dell’inizio del Trecento. Sono i giorni della rivolta anti genovese e dell’alleanza obbligata con i catalano aragonesi che stanno invadendo l’isola.
Personaggi di fantasia (ad esempio il falegname sassarese Biagio Pintus e Agnesina della quale si innamorerà) si intrecciano con quelli storici e interagiscono con gli eventi. Tra questi Guantino Catoni, straordinario personaggio che la città ha purtroppo dimenticato.
Scrive Evandro Putzulu nel Dizionario biografico degli italiani su treccani.it che Catoni «fu il principale esponente di una delle famiglie più in vista di Sassari, distintasi nelle lotte combattute da quel Comune contro l’asservimento straniero. Da un documento inedito dell’Archivio della Corona d’Aragona, in Barcellona, che lo dice sessantenne nel 1323, si deduce che nacque nel 1261, proprio nei momento in cui Pisa, in gara con Genova, intensificava gli sforzi per impadronirsi di Sassari e del Logudoro, l’unica regione che ancora le mancava per completare il suo predominio sull’intera Sardegna. È in questo clima di contrasti e di guerre – che coinvolge, in un groviglio di cupidigie commerciali e politiche, Genova e Pisa, il Papato e l’Impero, i giudici sardi e le casate liguri e pisane dei Doria, dei Malaspina, degli Spinola, dei Gherardeschi e dei Visconti – che si snoda la tumultuosa storia di Sassari e del Catoni. Le fonti, benché insufficienti a delineare compiutamente la vita, consentono di riconoscergli il ruolo di capo, di ispiratore, e di protagonista – insieme col figlio, col fratello e con altri familiari – degli avvenimenti che dal 1294 al 1330 portarono il Comune di Sassari dalla larvata signoria pisana all’alleanza con Genova e da questa alla sovranità aragonese».
Sassari, i suoi statuti, le sue libertà comunali, la vita della povera gente e delle famiglie “magnatizie”, le milizie, i rapporti con i Doria e i Malaspina, le alterne vicende nel rapporto con gli occupanti catalani, la descrizione delle sue strade e slarghi e dei commerci, sono al centro del romanzo.








