La XV edizione della Biennale Ozieri rinvia e raddoppia

Il presidente Pinuccio Aini e il segretario-ideatore Antonello Lai danno appuntamento ai cori nel 2021. Ma ci sarà adesso un convegno in videoconferenza

Ozieri. In attesa della scomparsa della pandemia, il presidente del “Premio Biennale Città di Ozieri per Cori Tradizionali Sardi” Pinuccio Aini e il segretario-ideatore del prestigioso concorso corale Antonello Lai annunciano il rinvio ufficiale della XV edizione del 2020 e danno l’appuntamento ai cori polivocali sardi per il 2021. D’intesa con il maestro Antonio Deiara, anima pentagrammatica della Biennale Ozieri, quest’ultima rinvia l’appuntamento previsto nell’anno del covid e raddoppia con un convegno in videoconferenza, dedicato a una tematica di ampio respiro: “Il ruolo del Canto Tradizionale Sardo e della Lingua Sarda nella Filiera dell’Educazione Musicale Diffusa”.

«Di fronte alla contaminazione delle strutture musicali peculiari della nostra isola e uniche in ambito internazionale, ormai dilaganti in non pochi cori tradizionali sardi – sostiene l’ideatore della Biennale Antonello Lai – Ozieri si è sempre erta quale solido antemurale a protezione dell’identità culturale dei sardi e della lingua sarda. La musica costituisce il più efficace strumento di veicolazione della nostra lingua, grazie alla dimensione prosodica che poi si traduce in composizioni di profonda musicalità ed emozionanti narrazioni dell’identità e della cultura della Sardegna». La Biennale Ozieri vanta, già dal 2013, una scuola per armonizzatori e direttori di cori tradizionali sardi. Si tratta di corsi finalizzati alla formazione dei nuovi maestri, nel rispetto della tradizione ma con una vena innovativa che conduce la polivocalità della Sardegna verso un futuro ricco di composizioni ed eventi. «Stiamo lavorando da trentacinque anni – dichiara il presidente Pinuccio Aini – per salvaguardare la tradizione del canto polivocale sardo, proiettata verso l’innovazione che la rende sempre viva e protesa verso il futuro. La nuova edizione della Biennale Ozieri sarà ricca di nuove idee, con le radici forti che solo la conoscenza e la salvaguardia della tradizione possono dare».

In attesa di conoscere i nomi dei relatori e i titoli dei loro autorevoli interventi, il coordinatore della prestigiosa giuria della Biennale Ozieri, Antonio Deiara, spiega che «la dimensione didattica è il lievito madre della cultura: essa permette di crescere nei decenni e di passare il testimone alle nuove generazioni. Fa riflettere il fatto che lo stesso Paolo Fresu, quest’anno, abbia lanciato un’iniziativa nelle scuole a favore del jazz. Importante che non si tratti del solito auto-colonialismo musicale. Ѐ tempo che la Sardegna riconosca, concretizzi e sostenga economicamente i progetti che difendono e affermano con forza la propria identità linguistico-musicale. Senza credere a chi, forse per guicciardiniano interesse personale, confonde ancora oggi il Tirso, il Temo e il Flumendosa col Mississipi…».

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