Nuovo patto di stabilità, le reazioni
Per il centro destra una patacca. Silvio Lai (Pd): «Risultato concreto»
Non si son fatte attendere le reazioni all’accordo siglato tra Regione e Governo sul nuovo Patto di stabilità. L’ex governatore Cappellacci lo ha definito senza mezzi termini “una patacca. Avevamo messo il Governo nell’angolo vincendo un ricorso davanti ai giudici costituzionali, scrive Cappellacci. Ora la Giunta permette al Governo Renzi di sgattaiolare via, negando per il presente quanto effettivamente dovuto e cavandosela con la solita promessa a babbu mortu, i cui effetti sono rinviati nel tempo e tutti da verificare. Poiché il gioco delle tre carte renziano è palese ed è stato denunciato perfino da un assessore della Giunta Pigliaru ora l’esecutivo regionale si trova dinanzi ad un bivio: scelga tra i sardi e i capibastone di partito”.
Sulla stessa linea il capogruppo di FI Pietro Pittalis. “rischiamo di trovarci dinanzi ad un accordo-fregatura che penalizza la Sardegna Lo Statuto, la legge e la sentenza della Corte Costituzionale hanno stabilito che i vincoli del patto di stabilità devono essere rivisti subito, per adeguarli al nuovo regime delle entrate. Un accordo che non produce alcun risultato per il presente e che rischia di produrre un saldo negativo per la Sardegna in futuro è un abbindolamento di stampo renziano a danno della Sardegna e dei sardi. Ora auspichiamo che l’assessore Maninchedda spieghi anche al resto della Giunta e soprattutto al suo collega Paci che, come il film sulla corazzata Potemkin di fantozziana memoria, l’accordo siglato oggi dal presidente non è il capolavoro che a sinistra tutti applaudono in maniera acritica e ossequiosa”.
L’ex Assessore Alessandra Zedda sollecita invece l’intervento in Consiglio del Presidente Pigliaru. “Riferisca al Consiglio regionale i termini dell’accordo siglato oggi con il ministro Padoan. Ci auguriamo che nell’accordo siglato siano comprese le risorse che la Regione non ha potuto spendere a causa del patto già dal 2010 e che i 450 milioni del fondo unico siano stati ritenuti fuori dal patto così come previsto dalla nostra legge Finanziaria 2013, che la tanto decantata vittoria del pareggio di bilancio, applicabile dal 2015, non nasconda trappole per i sardi sia per la partecipazione agli accantonamenti sia per le quantificazioni in minori entrate. Ci preoccupa l’esaltazione del risultato solo dal prossimo anno e auspichiamo che per il 2014 non ci si debba accontentare delle briciole, perché dal 2015 potrebbe essere già troppo tardi per un’isola che sta cercando di non affondare. Vorremmo essere soddisfatti ma purtroppo siamo molto preoccupati”.
“Pigliaru svende la Sardegna a Renzi e firma un accordo suicida per le casse della Sardegna condannando i Comuni sardi a un triplice cappio al collo”. Così il parlamentare di Unidos Mauro Pili. “Con una mano lo Stato ci frega 800 milioni di euro di capacità di spesa e con l’altra ci impone un triplice patto di stabilità con un pareggio di bilancio che varrà non solo per la Regione ma per tutti i Comuni della Sardegna. Il pareggio di bilancio riguarderà il bilancio di competenza, il bilancio di cassa, e conseguentemente, il blocco delle spese di investimento. Ci spettava un miliardo e 200 milioni, avrebbe firmato un accordo per meno di un terzo. Farneticante la dichiarazione di Pigliaru: saremo la prima regione ad attuare il pareggio di bilancio. La realtà è decisamente un’altra: saremo la prima Regione a subire l’imposizione statale ed europea che impedirà qualsiasi tipo di investimento e che renderà impossibile il governo dei comuni della Sardegna”.
“Sono commenti ridicoli e pretestuosi quelli che arrivano dal centrodestra in Sardegna sull’accordo sul patto di stabilità 2014. Si può anche non essere del tutto soddisfatti rispetto alle esigenze che ci sarebbero, molte delle quali generate dalla gestione clientelare e vergognosa precedente, ma che si sia passato dalle parole e le prese in giro di Cappellacci e del centrodestra ai fatti e ai risultati di Pigliaru e della giunta di centrosinistra, questo é indiscutibile”. È il primo commento del senatore del PD Silvio Lai alla notizia dell’accordo sul Patto di stabilità 2014 firmato dal presidente della Regione e dal ministro Padoan. “La Sardegna è la prima regione che potrà utilizzare il meccanismo maturo del pareggio di bilancio dal 2015 e occorrerà gestire conseguentemente le entrate che guideranno la spesa, mentre nel 2014 ottiene un allargamento del patto di stabilità che Cappellacci non era mai riuscito ad ottenere, perché non credibile e non affidabile. Basterebbe questo risultato per superare di gran lunga i traguardi ottenuti dalla giunta Cappellacci in cinque anni. La verità – conclude Silvio Lai – è che è finito il tempo delle parole, delle promesse mancate, dei governi che zittivano e prendevano in giro i Presidenti della Regione. Ora è finalmente arrivato il momento dei fatti e dei risultati concreti”.








