Solinas (Riformatori): «Sui porti è necessario un cambio di passo»

Sono solo cinque nel nord ovest della Sardegna. «Da anni proponiamo la realizzazione di dieci nuove infrastrutture portuali nell’intera Isola e il rinnovamento di quelle esistenti»

Michele Solinas

Sassari. «La Sardegna, nonostante sia un’isola, non ha una legge sulla portualità e sul turismo nautico; sembra assurdo ma è così. Eppure si tratta di un settore strategico il cui sviluppo produrrebbe con certezza ricadute economiche positive e nuovi posti di lavoro». Lo ricorda Michele Solinas, candidato al Consiglio regionale per i Riformatori Sardi nel collegio di Sassari.

«Facendo un focus particolare sul nord ovest dell’Isola – prosegue Solinas – ci rendiamo conto che il territorio dispone di soli 5 porti (Bosa, Alghero, Stintino, Porto Torres e Castelsardo) che difficilmente possiamo definire “turistici” considerata la scarsità dei servizi che vengono offerti al diportista. Inoltre la distanza media che intercorre i porti non consente lo sviluppo di una portualità organizzata finalizzata ad attrarre flussi turistici, cosicché il modello, per funzionare, dovrebbe contare su più scali ravvicinati, come ad esempio è nel nord est della Sardegna».

«Noi Riformatori, convinti sostenitori del concetto che la nautica, la portualità ed il diporto rappresentino un asset strategico imprescindibile, da anni proponiamo la realizzazione di dieci nuove infrastrutture portuali nell’intera Isola e il rinnovamento di quelle esistenti. Lo testimonia una proposta di legge del 2010 a cui purtroppo non è stato dato seguito ma che è nostra intenzione ripresentare non appena riusciremo a riprendere la guida della Regione il prossimo 24 febbraio», conclude Michele Solinas.

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