Palazzo Ducale, lunedì sera l’atteso accordo nel Pd
Sarà definito un documento unitario. È presto per discutere i nuovi assetti di Giunta. La priorità è ricostruire i rapporti con la città
Sassari. Ancora il documento di sintesi, ovvero il nuovo patto con la città ma soprattutto con il Pd e con la coalizione di centrosinistra, va messo nero su bianco. Ma un punto sembra ormai fermo e condiviso: il mandato del sindaco Nicola Sanna prosegue e il commissario (che da qualche anno, ricordiamolo, è nominato dal presidente della Regione e non è quindi più né “prefettizio” né “governativo”) non ci sarà. Venerdì sera la direzione provinciale e la direzione cittadina del Partito Democratico si sono riunite nella sede di via Mazzini. Un’assemblea fiume, iniziata verso le 20 e terminata dopo le 23. Nessun documento è stato illustrato o votato. Si sono discussi alcuni punti, sui quali sembra siano state trovate formule condivise. È innanzitutto necessaria una discontinuità con il metodo finora applicato, poi serve parlare alla città e restituire entusiasmo agli elettori, oltre a ridare fiducia al partito con un’azione nuova che possa guidare l’esecutivo nelle scelte e nell’azione di governo.
Tutto comunque da mettere a punto nella riunione convocata per lunedì alle 18. Si proseguirà la discussione. E si dovrebbe finalmente arrivare a definire quell’agognato documento. Tutti d’accordo? Non proprio. Le spaccature interne nel Pd sono sempre latenti e quelle alleanze che all’inizio del mandato, nel 2014, sembravano granitiche, oggi sono completamente ribaltate. Complici le primarie dello scorso aprile, a livello nazionale e regionale. L’input a chiudere al più presto su Sassari era del resto arrivato nelle scorse settimane dallo stesso segretario Giuseppe Luigi Cucca. Il rischio di perdere l’amministrazione comunale alle prossime elezioni è particolarmente sentito dalla dirigenza regionale. Come lo scarso interesse di andare a casa da parte dei consiglieri comunali. Rimane difficile, prima e anche oggi, trovare i numeri per sfiduciare o fare cadere la Giunta Sanna. O sciogliere il Consiglio con le dimissioni simultanee e certificate con firma dal notaio di almeno 18 eletti a Palazzo Ducale. Meglio insomma evitare forzature e proseguire il cammino.
E la Giunta? Di nomi venerdì non si è parlato e difficilmente se ne parlerà lunedì. Il sindaco Nicola Sanna deve prima affidarsi totalmente al suo partito e anche alla sua coalizione, che sarà riunita dopo la definizione del documento del Pd, che dovrà essere confrontato con quello degli altri. Solo a quel punto si potrà discutere di assetti di Giunta. Potrebbe accadere in settimana. E non sarà semplice. Perché oltre alle varie anime del Pd, occorrerà garantire una voce agli altri partiti e ai consiglieri monogruppo, in tutto sei ma divisi a loro volta in due tronconi, quattro da una parte (che chiedono la conferma degli assessori Ottavio Sanna e Amalia Cherchi) e due dall’altra (che potrebbero legittimamente aspirare a gestire una delega). Poi ci sono i gruppi consiliari di Città Futura, che finora, dopo le dimissioni ormai tre mesi fa di Vittoria Casu dalla Giunta, non ha sollevato l’argomento, preferendo portare la discussione invece sui problemi quotidiani e sui progetti da realizzare, e del Misto di maggioranza, con Alessandro Boiano e Dino Ghi, ex Sassari Bella Dentro, che era la lista del sindaco Sanna alle elezioni del 2014, oggi dissolta almeno nella rappresentanza consiliare. Basta? No, perché lo scoglio maggiore sarà quello degli assessori del Pd. Alcuni nomi potrebbero rientrare in Giunta, gli uscenti Fabio Pinna e Monica Spanedda, per esempio; da capire Simone Campus, che era entrato in marzo nell’esecutivo su scelta del sindaco Sanna e sollevando pesanti malumori all’interno dello stesso partito per una decisione né preannunciata né concordata; non tornerà sui suoi passi invece Gianni Carbini, i cui rapporti anche personali con il sindaco Nicola Sanna sono oggi di fatto inesistenti. Sarebbe infine complicato – secondo “radio Palazzo” – il ritorno di Raffaella Sau (che aveva le deleghe a Cultura e Turismo). Sembra invece più probabile il rientro in Giunta di Antonio Piu. Tutto da costruire anche il discorso delle deleghe: si procederà, come sembra, ad una rivisitazione totale o alcune caselle (come Lavori Pubblici) resteranno agli uscenti se confermati? Nei prossimi giorni arriveranno le risposte. E bisogna anche sbrigarsi: manca un mese alla Faradda.





