Il mondo urbano della Sassari medioevale

All’Archivio Storico Comunale di via dell’Insinuazione la mostra archeologico-documentaria. I 700 anni degli Statuti Sassaresi

 

 

MostraSSMedioevo2Sassari. Resterà aperta fino al prossimo 30 dicembre la mostra archeologico-documentaria che l’Archivio Storico Comunale dedica al mondo urbano della Sassari medioevale. Inserita tra le iniziative che celebrano i 700 anni degli Statuti Sassaresi, l’esposizione racconta l’ordinamento politico, il tessuto sociale, la forma e le condizioni di vita materiale nella città del 1300. Nelle teche, oltre agli originali dei due codici pergamenacei, sono collocati reperti frutto degli scavi condotti nel centro storico dalla Soprintendenza Archeologica, in particolare nelle cisterne, che una volta esaurita la loro prima funzione venivano convertite in discariche. Si gettavano tazze e brocche, piatti, ma anche posate e altri strumenti utilizzati dal popolo nei pasti, quanto mai frugali, che comprendevano soprattutto frutta (quella chiaramente più facilemente reperibile) e verdura e poca carne, troppo costosa. Le pietanze venivano sistemate al centro della tavola e i commensali potevano attingere con una forchetta a doppia punta. Esposte anche alcune forme di pane, riprese nel disegno da alcune raffigurazioni medioevali.

MostraSSMedioevo1Negli statuti ci sono anche diversi riferimenti al gioco e in generale ai vizi, praticati dai sassaresi per esempio nelle immancabili taverne, “vindiori” d’epoca, che garantivano un mix tra vino e perdizione. Erano normate le pene, quanto mai severe. Tra i giochi più graditi quello dei dadi, spesso fatti di osso.

Era una Sassari molto diversa dalla città di oggi. Nel medioevo il centro era suddiviso in cinque parrocchie: Santa Caterina (non quella attuale: la chiesa antica si trovava nell’attuale piazza Azuni), San Donato, Sant’Apollinare, San Sisto e San Nicola (il duomo era più piccolo: poi nella seconda metà del 1400 fu ricostruito nell’attuale forma). L’organizzazione urbana faceva riferimento alla “Platha de Cotinas”, l’attuale corso Vittorio Emanuele, una via lunga e larga, ornata di porticati, dove si riuniva una folla multicolore fatta di ricchi borghesi e mercanti di tessuti e di granaglie, ma anche popolane e venditori di erbaggi e verdure. Importanti rimanevano gli scambi commerciali con Genova, la potenza dell’epoca, e prima ancora con la Toscana e Pisa in particolare. Ma anche con la Penisola iberica

MostraSSMedioevo7La mostra, allestita dall’associazione Laboratorio Provvisorio, vede la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali ed il contributo della Fondazione di Sardegna.

Venerdì scorso all’inaugurazione, insieme al sindaco Nicola Sanna e all’assessore alla Cultura Raffaella Sau, sono intervenuti Paolo Cau, dell’Archivio Storico Comunale, e Daniela Rovina, della Sabap. L’attrice Clara Farina ha letto brani tratti dal testo in sardo logudorese degli Statuti. L’intervento musicale all’arpa è stato di Laura Meloni del Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio