Ricordato il martirio di San Gavino
Martedì scorso la solenne concelebrazione nella basilica di Porto Torres, con l’arcivescovo di Sassari, il vescovo di Alghero e l’abate di San Pietro di Sorres
Porto Torres. San Gavino, secondo l’elenco ufficiale dei Santi e Beati della Chiesa Cattolica, il cosiddetto Martirologio Romano, viene celebrato il 30 maggio, mentre la Festha Manna è rinnovata a Porto Torres ogni anno il lunedì successivo alla Pentecoste. Nella città turritana, di cui è il patrono, è però ricordato con gli altri Martiri, Proto e Gianuario, anche il 25 ottobre, il dies natalis del martirio. I tre sono inoltre copatroni dell’arcidiocesi di Sassari. Martedì scorso, nella basilica di San Gavino a Porto Torres, l’arcivescovo padre Paolo Atzei ha concelebrato una solenne funzione religiosa, insieme al capitolo turritano e ai parroci della città. Sull’altare anche il vescovo di Alghero Mauro Morfino e l’abate di San Pietro di Sorres Antonio Musi. Tra i fedeli anche il Gremio dei Massai di Sassari.
Il nome Gavino deriva dal latino ‘Gabinus’, nome etnico che vuol dire ‘abitante di Gabium’, antica località del Lazio. Nella basilica di Porto Torres un pittore del XVII secolo ha rappresentato il martirio di Gavino, Proto e Gianuario: il primo è in divisa militare romana, gli altri due in abiti ecclesiastici. Così anche le statue presenti in chiesa. Secondo l’anonimo estensore della ‘Passio’ del XII sec., pervenuta dall’abbazia di Clairvaux, che utilizzò le poche notizie riportate dal ‘Martirologio Geronimiano’ del VI secolo, Gavino morì decapitato il 25 ottobre del 303, al tempo della persecuzione di Diocleziano, mentre Proto e Gianuario trovarono la stessa morte due giorni dopo. Gavino fu decapitato vicino al mare e il suo corpo gettato nelle onde, dove scomparve. Un’altra leggenda, in contrasto con la ‘Passio’, dice che tutti e tre i martiri, dopo essere stati giustiziati furono gettati in mare e i loro corpi riaffiorarono proprio nel punto dove sorse poi la chiesetta di Balai lontano, detta anche di San Gavino decollato.
Qui, sempre il 25 ottobre, si è svolta al mattino una funzione religiosa, che si è conclusa con la benedizione, e il rito della consacrazione nell’acqua della spiaggia di Balai con i cavalli, usanza riscoperta dall’associazione Etnos.
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(immagini di Carmelitos Colores)








