A Sassari protesta contro i rincari dell’Arst
Azione politica di Fronte Indipendentista Unidu, Sardigna Nazione Indipendentzia e la Confederazione Sindacale Sarda in via Padre Zirano
Sassari. Martedì mattina Fronte Indipendentista Unidu, Sardigna Nazione Indipendentzia e la Confederazione Sindacale Sarda hanno compiuto un’azione politica preso la fermata degli autobus della linea Arst in via Padre Zirano, per denunciare i rincari anche del 29 per cento del costo dei biglietti nei tragitti inferiori ai 30 km, i rincari sugli abbonamenti mensili e sulle corse semplici (il prezzo di due corse semplici è maggiore del vecchio biglietto andata/ritorno), l’eliminazione dei biglietti A/R e introduzione del biglietto giornaliero con costi estremamente elevati a carico dell’utente, l’introduzione di una sovrattassa in caso di acquisto del biglietto a bordo degli autobus (un balzello che non trova giustificazione, visto che in moltissimi comuni non ci sono punti vendita e biglietterie) e l’abolizione delle agevolazioni previste per anziani e per le famiglie meno abbienti e con studenti a carico che si basavano sulle soglie ISEE (studenti e over 65). I militanti sono saliti sui mezzi Arst, hanno distribuito volantini informativi e di proposta agli utenti.
A si mòere est unu deretu, no unu lussu!
Muoversi è un diritto, non un lusso!
Intendiamo esprimere la nostra contrarietà nei confronti della delibera della Giunta Regionale 20/06 del 12 aprile 2016, integrata dalla deliberazione del 40/04 del 6 luglio 2016, in riferimento all’istituzione delle nuove tariffe per il trasporto pubblico.
Il nuovo sistema tariffario del trasposto pubblico, entrato in vigore il primo settembre, è frutto di un accordo tra l’azienda ARST e la Regione. Gli autori parlano con toni trionfalistici di “semplificazione e armonizzazione” ma, in realtà, si tratta solo di un esoso aumento del costo dei biglietti!
In sintesi, ecco la “rivoluzione” dei trasporti marcata Pigliaru:
1) Rincari anche del 29% del costo dei biglietti nei tragitti inferiori ai 30 km;
2) Rincari sugli abbonamenti mensili e sulle corse semplici (Il prezzo di due corse semplici è maggiore del vecchio biglietto andata/ritorno);
3) Eliminazione dei biglietti A/R e introduzione del Biglietto giornaliero con costi estremamente elevati a carico dell’utente;
4) Introduzione di una sovrattassa in caso di acquisto del biglietto a bordo degli autobus. Un balzello che non trova giustificazione, visto che in moltissimi comuni non ci sono punti vendita e biglietterie;
5) Abolizione delle agevolazioni previste per anziani e per le famiglie meno abbienti e con studenti a carico che si basavano sulle soglie ISEE (studenti e over 65).
In pratica, con l’eliminazione della differenza per reddito, la Giunta Pigliaru ha messo i più poveri sullo stesso piano dei ricchi contro ogni logica, il buon senso ed ogni forma di giustizia sociale.
Alla luce di questi ingiustificabili aumenti, evidenziamo i punti in cui può riassumersi la politica adottata dalla giunta Pigliaru:
1) Attacco al diritto allo studio;
2) Disincentivo all’uso dei mezzi pubblici e compromissione del diritto alla mobilità di studenti, lavoratori e anziani;
3) Aumento dello spopolamento dei paesi oggi ancora più isolati tra loro e dai servizi forniti dai grandi centri cittadini (università, ospedali, Inps, ecc..).
Le nostre proposte:
1) Il ritiro dell’accordo e il ripristino del vecchio piano tariffario per le tratte inferiori ai 30 km;
2) Il ripristino delle agevolazioni per anziani e studenti sulla base dell’indicatore ISEE;
3) Aumento delle biglietterie e cura delle fermate di sosta con installazione di panchine e pensiline. Richiesta che facciamo con particolare attenzione rivolta alla stazione di Sassari, provvisoria dal 2008 in via Padre Zirano e in totale stato di abbandono sia da parte dell’A che dell’amministrazione di Sassari.
La nostra protesta appoggia la lotta delle Unioni dei Comuni Coros e quella degli studenti pendolari, contro questo nuovo salasso voluto dalla Giunta Pigliaru per affermare il diritto allo studio, il diritto alla mobilità e lo sviluppo di un Piano Nazionale Sardo dei Trasporti, in un’ottica di disincentivo all’utilizzo dell’auto privata volta allo sviluppo di una mobilità sostenibile.








