Una didattica inclusiva delle lingue straniere
L’Istituto Alberghiero di Sassari ha presentato a Bologna un progetto per alunni con D.S.A. (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)

Sassari. “Per una didattica inclusiva delle lingue straniere: percorso didattico per bambini e giovani con D.S.A.”. È il titolo del convegno nazionale organizzato nei giorni scorsi a Bologna dall’A.I.D. (Associazione Italiana Dislessia) al quale ha partecipato l’Istituto Alberghiero di Sassari, unica scuola sarda presente tra quelle provenienti da altre regioni italiane. L’incontro bolognese, realizzato con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con la supervisione scientifica del Centro di Didattica delle Lingue dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, ha concluso un anno di sperimentazione sulla nuova didattica per l’insegnamento delle lingue straniere nell’ambito di un progetto sperimentale guidato dall’“AID-scuola” a livello nazionale. Il gruppo di lavoro dell’Istituto Alberghiero di Sassari, coordinato dalla professoressa Maria Antonietta Meloni, docente di inglese e formatrice nazionale dell’AID, rappresentato a Bologna anche dalla professoressa Rita Sechi, docente di Francese, dopo un anno di lavoro ha prodotto un progetto dal titolo “Il Piccolo Principe: arricchimento lessicale attraverso la lettura del romanzo in inglese e in francese”, molto apprezzato per la sua originalità ed efficacia. È stata utilizzata la celebre opera di Antoine de Saint-Exupéry come veicolo di emozioni e sentimenti positivi e non solo come mezzo per apprendere l’inglese e il francese con un metodo diverso dal solito, svincolato dal libro di testo. Dopo una fase di lettura e comprensione del romanzo, agli alunni sono state proposte le attività linguistiche in inglese e in francese cercando di approfondire gli aspetti che potevano attrarre di più la loro attenzione. La lettura del romanzo è stata corredata da una grande varietà di materiale didattico, pensato e costruito dalle docenti insieme ai ragazzi. Tale materiale è stato poi digitalizzato e inserito nel report finale del progetto, che farà parte di un volume di prossima pubblicazione con la raccolta di tutti i lavori prodotti nell’ambito della sperimentazione a livello nazionale.
L’obiettivo comune a tutte le scuole partecipanti è quello di contribuire all’individuazione di linee guida ministeriali per la glottodidattica inclusiva. «Il nostro scopo, in particolare – spiega la professoressa Meloni – era quello di insegnare la lingua straniera in modo non convenzionale per accendere interesse e motivazione in ragazzi che spesso hanno difficoltà di diversa natura, mettendo in atto meccanismi di apprendimento basati sull’uso di grafici, schemi e video, considerando anche gli errori come ipotesi da verificare nelle varie fasi di apprendimento e non come risultati da punire». L’attività, tra l’altro, ha avuto anche un aspetto multiculturale oltre che spaziare tra più lingue, essendo stata supportata dalla lettura del testo in lingua italiana e dall’ascolto di alcuni brani recitati dalla versione in lingua sarda. Il progetto presentato dall’Istituto Alberghiero a Bologna ha fruttato un contributo finanziario che sarà utilizzato per acquistare apparecchiature informatiche per la scuola, oltre che vari manuali di glottodidattica per lo studio di francese, inglese e spagnolo. Un importante riconoscimento, dunque, considerato tra l’altro che nell’Istituto il numero degli iscritti con DSA è sensibilmente cresciuto negli ultimi anni. «Alle professoresse Maria Antonietta Meloni e Rita Sechi va il ringraziamento dell’intera comunità scolastica – ha dichiarato il dirigente scolastico Roberto Cesaraccio – per avere dimostrato come le nuove strategie didattiche sperimentate contribuiscono a creare un ambiente di apprendimento più sereno e proficuo per tutti gli alunni. Il progetto messo in campo ha confermato in modo scientifico quanto emerso ormai da tempo dall’attività svolta all’interno dell’Istituto, cioè che si possono dare a tutti gli allievi le giuste opportunità per raggiungere un pieno successo formativo, nel rispetto dei loro ritmi di apprendimento e del loro stile nella rielaborazione di quanto acquisito».






