Galsi, il metano non conviene più
La Giunta regionale approva una delibera di indirizzo. La Sfirs esce e recupera gli 11 milioni investiti. Cossa (Riformatori): «L’addio dimostra pressapochismo»

Cagliari. Con l’atto di indirizzo con oggetto la metanizzazione della Sardegna, si è aperta ieri la seduta della Giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru. La delibera approvata dall’esecutivo autorizza la Sfirs ad uscire dal progetto Galsi, esercitando la clausola di recupero delle somme versate. Non si tratta di interrompere il processo di metanizzazione, ma di creare un gruppo di lavoro e avviare immediatamente il confronto con il Governo (il 19 maggio il primo tavolo) per la definizione degli interventi infrastrutturali a carico dello Stato che permettano in tempi brevi alla Sardegna di avviare la metanizzazione in modo differente. Si è creata una situazione economica che rende almeno temporaneamente non remunerativo l’investimento nel gasdotto, come dimostrano altri progetti in fase di stallo. Tutto ciò ha portato a un congelamento del progetto che non è chiaro se e quando potrà essere sbloccato.
La Sfirs – riporta il sito web della Regione su cui è presente il video della conferenza stampa nella quale il presidente Francesco Pigliaru ha illustrato i piani della Giunta – ha fatto presente questa situazione di stallo del progetto Galsi già alla precedente amministrazione con una relazione e con la deliberazione da parte del consiglio di amministrazione, riunito il 16 dicembre 2013, «di procedere all’uscita dalla compagine sociale di Galsi Spa». La risposta arriva ora dalla nuova giunta con la delibera presentata dal presidente Francesco Pigliaru d’intesa con gli assessori Raffaele Paci (Programmazione) e Maria Grazia Piras (Industria). Che riconosce la correttezza di quelle valutazioni e di quella scelta e procede al via libera all’uscita da Galsi. Una uscita che, fatta in questo momento, permette di recuperare tutti gli 11 milioni investiti dalla Sfirs nel progetto. «Usciamo da Galsi proprio per rilanciare la metanizzazione della Sardegna. Non possiamo continuare a stare fermi su un tema strategico per lo sviluppo della nostra regione», ha spiegato il presidente Pigliaru alla stampa. La Regione potrà comunque rientrare in Galsi in qualsiasi momento.
I Riformatori. «L’addio al Galsi senza avere un’alternativa valida è estremamente grave. Significa che questa Giunta non ha uno straccio di idea su cosa fare per la Sardegna e tantomeno di come metanizzare l’Isola. Il dilettantismo può essere letale». Lo dichiara il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, commentando la decisione della Giunta di dire addio al progetto Galsi.
«Il problema energia per la Sardegna – dice ancora Cossa – è tra i più gravi handicap infrastrutturali che la nostra regione deve sopportare. La decisione dell’esecutivo sul Galsi si ripercuoterà ancora una volta sulle famiglie e sulle imprese che saranno costrette chissà ancora per quanto tempo a sopportare costi dell’energia infinitamente più alti rispetto agli altri cittadini italiani. Il loro progetto non è rivendicare un diritto ma andare a Roma col cappello in mano per chiedere di intervenire chissà quando e chissà come».






