No alla violenza e al terrorismo

Ieri sera in piazza d’Italia a Sassari la fiaccolata promossa da Amnesty International. Il ricordo commosso per le vittime delle stragi di Parigi e per i morti di tutti gli attentati

 

 

FiaccolataPiazzadItalia6Sassari. «Viva la pace, l’amore e la fratellanza». Con queste parole Attilio Pinna, a nome di Amnesty International, ha aperto la serata dedicata al ricordo delle vittime delle stragi di venerdì scorso a Parigi e di tutti i morti per mano dei terroristi. «Chiedendo la pace per Parigi chiediamo la pace per le vittime della violenza e del terrore ovunque si trovino, nel nome della fratellanza e della solidarietà tra tutti i popoli». “Peace for Paris”, fiaccolata/sit organizzata in piazza d’Italia con le associazioni aderenti alla Rete dei diritti, ha visto ieri gli interventi del responsabile di Amnesty International Sassari Gian Mario Manca, di Patrizia Masala per la Rete dei diritti, del sindaco Nicola Sanna, del rettore dell’Università Massimo Carpinelli, di don Franco Manunta, di Barbara Tetti e Massimo Mele per il Mos e Camilla Piredda ancora per Amnesty.

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Il sindaco Nicola Sanna e, dietro di lui, il rettore Massimo Carpinelli

«Occorre essere messaggeri di pace. È la strada che in questi 70 anni è stata seguita in Europa e che consente di garantire la pace nel mondo», ha detto il primo cittadino. «L’Europa non è mai stata un continente di pace. Sono state le generazioni degli ultimi 70 anni a creare un crogiolo di etnie e religioni diverse. L’Europa ha fondato i suoi principi sul rispetto reciproco e delle diversità di razza, colore e religione. Chi attenta alla vita dei cittadini indifesi che vivono democraticamente deve essere consapevole che questo che è stato costruito in Europa è il migliore antidoto a tutti gli estremismi e a chi vuole continuare a seminare odio e paura». Questo lungo cammino di riconoscimento dell’uno nell’altro, della capacità di restare distinti e al contempo solidali «si ritrova nel messaggio degli studenti universitari dell’Erasmus che – ha detto Sanna – sono l’esempio concreto di come si possa essere cittadini europei. Chi ha colpito Parigi vuole colpire questo esempio concreto. Non dobbiamo farci assalire dal terrore. Dobbiamo dire no alla guerra con i bombardamenti mentre quello che serve è una guerra per isolare gli estremisti dal resto dei popoli. Perché dobbiamo guardare alla ricchezza delle culture che anche nella nostra Isola si sono sovrapposte. Ecco allora che questa grande esperienza dell’Unione Europea e la sua capacità di dialogare sono la più grande forza per combattere il terrorismo. Occorre approntare maggiori sistemi di sicurezza. L’Europa – ha concluso il sindaco in piazza d’Italia – deve essere capace di specializzarsi per creare un ordine condiviso e per la capacità di emarginare i violenti. Non ci serve bombardare tanto per bombardare. Gli immigrati che arrivano da noi possono avere tra di loro qualche infiltrato. Dobbiamo allora specializzarci nell’individuare questi individui pericolosi».

FiaccolataPiazzadItalia2«Abbiamo il diritto di vivere in pace», ha ribadito Gian Mario Manca. Bisogna fare attenzione a non cadere nella trappola che alla violenza si può solo rispondere con la violenza. Deve alla fine vincere la forza della cultura e della libertà. «Ero a Parigi proprio venerdì ospite del collega della Sorbona. La “Ville lumière” era scossa e colpita», ha raccontato il rettore Massimo Carpinelli, che col senno di poi fa anche una valutazione sulla perdita dolorosa di così tante giovani vite. «Chissà, magari tra quei morti c’erano persone che potevano fare scoperte scientifiche importanti. Intendo dire che la cultura è il motore dell’integrazione e del dialogo. Questo non è uno scontro di civiltà. E semplicemente terrorismo, che è stato già sconfitto in passato, e noi italiani lo sappiamo bene, e verrà sconfitto anche stavolta».

FiaccolataPiazzadItalia5L’ultima parola è di speranza ma anche di timore. «C’è una categoria molto bella comune a islam e cristianesimo, quella della misericordia, che ci rende non simili ma uguali. Dico allora che i discorsi dei politici mi atterriscono, sembrano quasi dimenticare le tematiche fondamentali su cui è cresciuto l’Occidente», ha ammonito don Franco Manunta. E questi sono i principi che dovranno prevalere.

 

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