Industria senza infrastrutture, un futuro che non c’è

L’opinione di Giovanni Tavera (Uiltec) su Porto Torres e Sassari. Al Ministero dell’Ambiente si è svolto l’ennesimo incontro tecnico sulle bonifiche e nello specifico sul progetto Nuraghe

 

 

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Gli impianti di Matrìca

Lo sviluppo economico e industriale di un territorio non può prescindere da una Politica che analizzi, sviluppi e concretizzi scelte chiare, condivise, coerenti e celeri. Oggi stiamo assistendo ad una serie di progetti strategici, per il nostro territorio, che sono fermi al palo per mancanza di almeno uno dei presupposti prima citati. A circa due mesi e mezzo dall’ultima riunione istruttoria si è svolto al Ministero dell’ambiente l’ennesimo incontro tecnico sulle bonifiche e nello specifico sul progetto Nuraghe. Nonostante si comprendano tecnicamente l’inserimento di varie prescrizioni e l’ennesima richiesta di integrazioni progettuali risulta sempre meno comprensibile come le tempistiche per questo tipo di percorsi burocratici debbano essere sempre poco definite e chiare. Si auspica che quella che si dovrebbe tenere nel mese di novembre possa essere una conferenza di servizi decisoria e che il progetto Nuraghe possa iniziare il suo reale percorso di bonifica. La lunga e importante battaglia per le bonifiche, percorso che deve vedere una sinergia istituzionale che allontani gli appetiti e le polemiche personali, significa per il territorio sia risanare falde e terreni inquinati nei decenni della chimica pesante ma anche dedicare tali aree a nuove realtà industriali che possano essere legate a iniziative sostenibili come gli impianti Matrica.

Anche su quest’ultimo progetto registriamo l’ennesima incoerenza perpetrata dal presidente Pigliaru e dalla Giunta regionale. Nel mese di giugno la Giunta regionale ha deliberato un documento che sancisce le proprie “Smart Specialitation strategy” 2015 individuando nell’arco temporale 2014-2020 sei settori strategici dall’alto potenziale di innovazione competitiva nell’ambito di progetti comunitari Europa 2020. Fra i settori strategici, in seguito, si è deciso di inserire un macro settore come quello della Bioeconomia inserendo la “Chimica verde” come settore strategico da sostenere e finanziare riconoscendone l’alto valore innovativo e tecnologico. Pur apprezzando il grande impegno nell’inserire tale settore in contesto europeo registriamo che se da una parte la giunta valorizza tale processo dall’altra, la stessa, continua a non esercitare il ruolo di regia che gli assegnava il protocollo della chimica verde del maggio 2011.

Nonostante le varie sollecitazioni sindacali registriamo come il presidente continui a non voler affrontare il tema degli investimenti accontentandosi delle rassicurazioni di Eni fino ad oggi ricevute e non pensando che ad oggi sono stati realizzati solo due impianti. Tutto questo ha creato e continua a creare molta incertezza e paura sul futuro sopratutto su quei lavoratori diretti, indiretti e aziende locali fuoriuscite dal ciclo produttivo dopo l’ultima degli impianti Eni. È importante rimarcare l’importanza del ruolo che l’Università di Sassari ha avuto fino ad oggi per lo sviluppo di tale progetto e siamo consapevoli che debba continuare ad essere soggetto attore imprescindibile per una sinergia tra ricerca e sviluppo sostenibile.

Altro settore legato al progetto e totalmente abbandonato dalla politica regionale è la filiera agricola: a tutt’oggi sono poco più che inesistenti gli incentivi per le culture del cardo che avrebbe dovuto dedicare il nuovo Psr (Piano di sviluppo rurale) registrando nel contempo la poca collaborazione nel reperire ettari di terreni marginali dove poter coltivare la materia prima per gli impianti Matrica. Tutto quello che è stato fatto fino ad oggi è dovuto solo ad accordi fra privati, come l’ultimo fra Novamont e Coldiretti, che ancor di più risalta la totale assenza di regia da parte della Regione su questo settore che si pone a monte del progetto Matrica. Dietro questo atteggiamento, purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesima mancanza di serietà e autorevolezza nel difendere un settore strategico e fondamentale utile al rilancio del settore industriale del nostro territorio.

Fra i sei settori strategici sul quale la Regione vorrebbe puntare vi è quello aerospaziale. Come appreso, qualche mese fa, dalle dichiarazioni del presidente del distretto aerospaziale sardo professor Giacomo Cao due importanti realtà del settore (Avio e Cira) vorrebbero insediarsi nel sito chimico di Porto Torres per poter realizzare due piattaforme per testare i motori del razzo Vega, vettore europeo per il lancio di satelliti artificiali nello spazio. Essendo un settore ancora poco conosciuto a tanti riteniamo opportuno, prima di fare valutazioni affrettate e non tecniche lontane da pregiudizi, conoscere, analizzare e approfondire un piano industriale su tale progetto, per il resto in senso generale ben vengano nel nostro territorio nuove opportunità industriali.

Riteniamo opportuno e anche scontato che qualsiasi vecchia o nuova realtà industriale deve essere accompagnata dalla presenza di infrastrutture essenziali. Nel mese di luglio sono state presentate le linee guida del nuovo piano energetico regionale, in quel documento si introduceva ufficialmente l’argomento dell’arrivo del Gnl in Sardegna. A oggi non vi sono più notizie su quale tipo di soluzione la Giunta regionale voglia puntare (rigassificatori o hub) lasciando nell’incertezza realtà industriali che potrebbero giovare di una infrastruttura così essenziale e strategica. Le diseconomie per le aziende e per le famiglie sarde sono ormai incalcolabili e per questo è urgente sollecitare la giunta regionale affinché possa, in tempi celeri, assumere una decisione che possa vedere inizialmente almeno la realizzazione di una dorsale che possa approvvigionare tutta la regione dando linfa vitale anche al nostro territorio.

Per sviluppare questi quattro punti essenziali (bonifiche, chimica verde, nuove realtà industriali e reti Gnl) serve una reale e seria coesione e sinergia fra istituzioni locali, organizzazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali e cittadini dimostrando con i fatti la concretezza e la determinazione che ogni giorno le lavoratrici, i lavoratori, i disoccupati e i giovani ci chiedono.

Il segretario generale della Uiltec-Uil
Giovanni Tavera

 

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